lunedì, 11 maggio 2009
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sabato, 07 febbraio 2009

dedicata ...

Ti sento, la musica si muove appena
è un fuoco che mi scoppia dentro,

Ti sento, un brivido lungo la schiena
un colpo che fa pieno centro!

Ti sento, bellissima statua sommersa
seduti, sdraiati, impacciati!

Ti sento atlantide isola persa,
amanti soltanto accennati !

Ti sento, deserto lontano miraggio
la sabbia che vuole accecarmi

Ti sento, nell'aria un amore selvaggio,
vorrei incontrarti .....

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mercoledì, 21 gennaio 2009
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domenica, 18 gennaio 2009
Bellezze al bagno - Un gruppo di ventenni viene sospinto su una speciale imbarcazione dotata di reliquiari  da un gruppo di uomini in fundoshi, il tradizionale perizoma giapponese, nelle acque fredde del mare davanti alla spiaggia di Katase Higashi, a Fujisawa, città a sudovest di Tokyo. L'evento viene organizzato per festeggiare questo passaggio cruciale di età, con un rito che prevede anche preghiere e auspici di buona salute (Kimimasa Mayama / Epa)
postato da: alex3x alle ore 19:06 | Permalink | commenti
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domenica, 18 gennaio 2009
Capriole nel ghiaccio - Tessa Virtue e Scott Moir in azione durante il campionato canadese di pattinaggio sul ghiaccio: la coppia, alla fine, si aggiudicherà la medaglia d’oro (Reuters)
postato da: alex3x alle ore 19:05 | Permalink | commenti
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venerdì, 16 gennaio 2009
(Reuters)
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giovedì, 15 gennaio 2009
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domenica, 28 dicembre 2008
LA POESIA. Una ballata di Ceronetti per "il coraggio di Eluana Englaro"

La ballata dell'angelo ferito

di GUIDO CERONETTI


Urlate urlate urlate urlate.
Non voglio lacrime. Urlate.
Idolo e vittima di opachi riti
Nutrita a forza in corpo che giace
Io Eluana grido per non darvi pace

Diciassette di coma che m'impietra
Gli anni di stupro mio che non ha fine.
Una marea di sangue repentina
Angelica mi venne e fu menzogna
Resto attaccata alla loro vergogna

Ero troppo felice? Mi ha ghermita
Triste fato una notte e non finita.
Gloria a te Medicina che mi hai rinata
Da naso a stomaco una sonda ficcata
Priva di morte e orfana di vita

Ho bussato alla porta del Gran Prete
Benedetto: Santità fammi morire!
Il papa è immerso in teologica fumata
Mi ha detto da una finestra un Cardinale
Bevi il tuo calice finché sia secco
Ti saluta Sua Santità con tanto affetto

Ho bussato alla porta del Dalai Lama.
Tu il Riverito dai gioghi tibetani
Tu che il male conosci e l'oppressura
Accendimi Nirvana e i tubi oscura
Ma gli occhi abbassa muto il Dalai Lama

Ho bussato alla porta del Tribunale
E il Giudice mi ha detto sei prosciolta
La legge oggi ti libera ma tu domani
Andrai tra di altri giudici le mani.
Iniquità che predichi io gemo senza gola
Bandiera persa qui nel gelo sola

Ho bussato alla porta del Signore
Se tu ci sei e vedi non mi abbandonare
Chiamami in cielo o dove mai ti pare
Soffia questa candela d'innocente
Ma il Signore non dice e non fa niente

Ho bussato alla porta del padre mio
Lui sì risponde! Figlia ti so capire
Dolcissimo io vorrei darti morire
Ma c'è una bieca Italia di congiura
Che mi sentenzia che non è natura

E il mio papà piangeva da fontana
Me tra ganasce di sorte puttana.
Cittadini, di tanta inferta offesa
Venga alla vostra bocca il sale amaro.
Pensate a me Eluana Englaro

(28 dicembre 2008)

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venerdì, 21 novembre 2008
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lunedì, 08 settembre 2008

UN FENOMENO INIZIATO NEGLI USA

Malati senza frontiere

Boom mondiale del turismo sanitario. Ventimila italiani dal dentista all’estero

 

La copertina di una rivista dedicata al «turismo sanitario»
Sono i pazienti senza frontiere. Per curarsi i denti vanno in Romania o in Croazia, molti in Ungheria. Per i ritocchi estetici preferiscono la Tunisia. Se l’intervento è delicato — magari al cuore o alle articolazioni — la destinazione diventa più esotica: Thailandia, Costa Rica, India, Caraibi. E via così: medicina low cost e belle spiagge, strutture all’avanguardia e parcelle meno salate di quelle degli ospedali di casa. È il turismo medico, quello che spinge milioni di persone a mettersi in viaggio verso paesi che garantiscono cure di qualità a prezzi ridotti.

BOOM NEGLI USA - Il fenomeno esiste già da qualche anno ma è solo adesso che si avvia a diventare di massa. Merito soprattutto degli americani: un esercito di pazienti orfani di un sistema sanitario pubblico e sempre più in difficoltà di fronte ai costi delle assicurazioni private (45 milioni di loro hanno rinunciato ad averne una) pronto a prendere il largo per difendere la propria salute. Secondo una ricerca della società di consulenza Deloitte, il numero di cittadini Usa che si sottopongono a cure mediche all’estero (750 mila lo scorso anno) è destinato a raggiungere i sei milioni entro il 2010 e i 10 milioni entro il 2012. Un boom che renderà la sanità sempre di più una questione globale, con conseguenze sia in patria che all’estero. A cominciare dai soldi: sempre secondo Deloitte, infatti, da qui al 2012 questo mega esodo potrebbe fruttare ai paesi in via di sviluppo — Asia in testa — qualcosa come 21 miliardi di dollari all’anno. Una manna per le cliniche dei paesi emergenti, un colpo duro da incassare per il sistema sanitario Usa. In Europa il trend è più contenuto, grazie all’assistenza statale, ma il miraggio della medicina low cost comincia a piacere: nel 2006, ad esempio, quasi 50 mila cittadini britannici hanno preso armi e bagagli e speso qualche milione di sterline visitando le cliniche di Turchia, India e Ungheria. E se il risparmio è l'attrattiva principale per i degenti globe trotter (secondo le stime dei consulenti di Deloitte in media i trattamenti all’estero costano il 15% del prezzo che un americano pagherebbe in patria per lo stesso intervento) non mancano altri fattori di scelta, primo fra tutti l’abbattimento dei tempi di attesa.

IN EUROPA 4 SU 100 - In generale sono 4 su cento gli europei che si vanno a curare all'estero, ma sono più della metà quelli che vorrebbero farlo (destinazione Stati Uniti e centri d'eccellenza europea) senza riuscirci: troppa burocrazia per avere un rimborso, pochi soldi per andare all'estero pagando. Nonostante questi ostacoli, il nostro servizio sanitario spende 35 milioni di euro all'anno per gli italiani che si fanno curare in altri Paesi europei, 150 milioni se si aggiungono gli italiani residenti all'estero e quelle necessarie per i turisti. In generale, la prima molla per l'espatrio sanitario sono le liste d'attesa: troppi 420 giorni per operarsi alla prostata o un mese per una Tac. Seconda, i prezzi per prestazioni che anche in Italia sono a pagamento (denti e chirurgia plastica per fini puramente estetici). Terza, usufruire di tecniche "vietate" dalle leggi del nostro Paese: la legge sulla fecondazione artificiale ha aperto autostrade verso centri americani ed europei, ovviamente a pagamento e quindi limitatamente a chi se lo può permettere. Illegale comprare gli organi da viventi, per esempio un rene: l'India è una meta per questo tipo di interventi. Ma non solo, perché a convincere ai "viaggi terapeutici" è anche la qualità: se trattamenti estetici e cure dentistiche sono state l'avanguardia del turismo sanitario (con pacchetti all inclusive di viaggio più soggiorno più trattamento proposti dai numerosi siti e agenzie turistiche specializzate), oggi il livello di strutture e personale di molte cliniche dei paesi emergenti è tale che sottoporsi qui ad un'angioplastica o ad un'isterectomia non mette più paura.

CENTRI D'ECCELLENZA - La vera qualità è però quella che spinge verso centri d'avanguardia per trattamenti o non praticati in Italia o non fatti al meglio. Le mete dell'eccellenza: l'ospedale Saint Louis di Parigi per le leucemie, l'Hammersmith di Londra per i linfomi, l'Unfallklinik di Hannover (Germania) per la traumatologia e la chirurgia ricostruttiva delle articolazioni e del bacino, l'università di Rotterdam in Olanda per gastroenterologia ed epatologia (trapianti ed epatiti virali croniche),Hautepierre a Strasburgo per le malattie rare, Villejuif in Francia per fegato e vie biliari, l'Erasme a Bruxelles per la sterilità, Creteil in Francia per le malattie virali e batteriche, il Gustave-Roussy a Parigi per l'oncologia e la pediatria e il Saint Luc di Bruxelles per i trapianti di ogni tipo. Queste le mete in Europa. Numerose quelle negli Stati Uniti, alcune storiche: Mayo Clinic, Pittsburgh, J. Hopkins, Sloan Kattering e Mount Sinai, Miami per i trapianti di cellule pancreatiche… E così via. Anche in Italia qualcuno viene: sono 600 mila gli euro che lo scorso anno pazienti stranieri hanno lasciato nelle nostre casse sanitarie. Ancora troppo poco, ma c'è chi si sta attrezzando per divenire attrazione: certo occorre investire per promuovere i nostri centri d'eccellenza. Gli inglesi avevano scelto la cardiochirurgia del Niguarda a Milano per smaltire le loro liste d'attesa, ma poi si sono orientati verso la Germania.

CAMPANIA PRIMA NELL'ESPATRIO - Una curiosità: la Campania è al primo posto per l'espatrio dei pazienti, non solo all'estero. Poi c'è la Sicilia e il Lazio. Il turismo sanitario, in Italia, avviene anche da Regione a Regione. La Lombardia cura un 30 per cento di extraregionali. I motivi sono vari: dalle liste d'attesa ai rimborsi che ricevono per le varie prestazioni i medici (i Drg, che variano da Regione a Regione: se sono bassi per una tecnica questa non è favorita e il paziente preferisce emigrare nei centri che invece traggono più profitto da quello stesso intervento). Il mercato della sanità è comunque in continua espansione. E i privati investono, non più solo gli americani. Il Bumrungrad hospital di Bangkok, un gigante del turismo medico, che nel 2007 ha prestato assistenza a 33 mila clienti americani, ha appena aperto una nuova ala destinata ad ospitare seimila pazienti provenienti dall'estero. E il personale medico specializzato, emigrato a suo tempo negli Usa e in Europa, rientra in patria. Un ritorno dei cervelli che innalza ancora di più gli standard di cliniche e ospedali, a beneficio anche dei degenti locali. "I pazienti americani - ha detto, intervistato dall'Economist, Tom Johnsrud della mega catena di cliniche Parkway Healt di Singapore, attiva anche in Cina, Brunei - non lanciano o affossano un ospedale, ma l'essere in grado di attrarli di sicuro rinforza molto la sua reputazione". Un circolo virtuoso certificato dalla Joint Commission International, ente non profit che verifica in tutto il mondo gli standard di qualità dei programmi sanitari. Secondo gli analisti, la scossa provocata dal turismo sanitario, oltre a migliorare il livello della sanità nei paesi "riceventi" potrebbe avere conseguenze positive anche su quello dei "donatori", spingendoli a migliorare l'efficienza e ridurre i costi per poter competere alla pari con i pericolosi rivali emergenti.

postato da: alex3x alle ore 10:33 | Permalink | commenti (3)
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