lunedì, 19 maggio 2008
«Ora nel mio quartiere, Fuorigrotta, mi chiedono autografi»
Giulia, la ragazza del decollète:
«Così ho scoperto i vulcani»
La 28enne della pubblicità sexy della TTTLines. «Ho fatto altri spot: prima i piedi, poi le mani. Ma ci voleva il seno per sfondare»
Giulia Mango
Giulia Mango
NAPOLI — Nome: Giulia. Cognome: Mango. Segni particolari: il suo decollète è protagonista della «esplosiva» campagna della TTT lines. I suoi seni simboleggiano il Vesuvio e l’Etna, e l’hanno proiettata alla ribalta dello showbitz. Durante il servizio fotografico allo Sferisterio Giulia fa le fusa all’obiettivo — da professionista, anche se da poco è nel giro — e risponde con sorrisi e frasi ad effetto agli automobilisti che la riconoscono e la chiamano. L’esplosiva bionda — 168 centimetri per 55 chili, taglia 42, terza abbondante, 28 anni — ha le lentiggini, occhi turchesi straordinari, belle gambe, pelle ambrata, capelli ricci ed un fisico che tenterebbe anche un uomo molto zen. Partiamo dall’inizio.
Di dove sei?
«Fuorigrotta, via Diocleziano».
Famiglia?
«Figlia unica: mamma casalinga e papà infermiere professionale all’ospedale San Paolo, reparto ortopedia».
Come hanno preso questa pubblicità così ardita?
«Mamma lo sapeva dall’inizio, babbo è geloso e gliel’ho detto a cose fatte. Poi è rimasto contento. I dottori dell’ospedale gli chiedono miei autografi. E poi nel quartiere ora sono popolarissima».
Lei faceva la commessa...
«Sì, saltuariamente. A Natale e il sabato da Lello Fusco al corso Umberto, nel negozio Armada Nueva».
Fusco fa tanta pubblicità... si sarà mangiato le mani per non averla notata.
«Sì, mi aveva sotto gli occhi ma gli sono sfuggita».
Studi?
«Dirigente di comunità. Poi ho lavorato come animatrice, come truccatrice. Ma il mio sogno è recitare: fin da bambina».
È fidanzata?
«Single, in attesa di qualcuno speciale».
I suoi amici come hanno preso questa sua improvvisa notorietà? «Sono stati i primi a sapere che avrei fatto questa pubblicità. Con Sabrina, Anna, Nunzia e Stefano siamo sempre insieme e condividiamo tutto».
Quando uscite dove andate?
«Sempre a Pozzuoli, spessissimo al Most».
Sembra che la sua vita non sia cambiata.
«Il lavoro, gli impegni: una rivoluzione. Ma a livello personale non ho subìto scossoni».
Soldi?
«Per ora non ho visto cambiamenti di rilievo».
Lei ha detto che farebbe un calendario.
«Sì, ma dipende dalla proposta. Vorrei sfruttare l’opportunità che mi si è presentata: più di tutto mi piacerebbe fare pubblicità di intimo e costumi».
Seno, sorriso, capelli... E’ tutto naturale?
«Tutto».
Il suo lato migliore?
«Gli occhi e l’addome: faccio molto sport».
Quale sport?
«Al Cus sprinning, con uno step con ammortizzatori, corpo libero, total body e attrezzi: tre volte a settimana. Poi vado in bici e faccio canoa».
Altri segreti di bellezza?
«Bevo molta acqua e mangio pulito. Il resto non è merito mio, ma di mamma e papà».
Come mai ha incominciato così tardi a pensare ad una carriera artistica?
«La mia prima esperienza come modella risale ad una decina di anni fa. Venni scelta, anzi i miei piedi vennero scelti, da una azienda napoletana di calzature per il tempo libero. Dopo i piedi, le mani. Qualche anno fa ha posato — solo le dita — per una azienda orafa. Ma sono venuta fuori solo quando ho mostrato una terza ’’porzione’’ del mio corpo. Ho iniziato dalla parte sbagliata. Ma ora voglio recuperare e farmi conoscere: non più solo ’’a pezzi’’».
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giovedì, 15 maggio 2008
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lunedì, 12 maggio 2008
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martedì, 06 maggio 2008
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martedì, 06 maggio 2008

sono tornati dall'inghilterra e si sono costituiti

Verona, presi gli ultimi due aggressori

Dichiarato morto Nicola Tommasoli, il 29enne aggredito da 5 neonazisti. I genitori: sì all'espianto degli organi

 

Materiale neonazista sequestrato
VERONA - Sono stati bloccati dalla Digos gli ultimi due presunti componenti del gruppo che ha picchiato a morte Nicola Tommasoli la notte del primo maggio nel centro di Verona. Federico Perini, 20 anni, e Nicolò Veneri, 19, entrambi veronesi, sono tornati da Londra la notte tra lunedì e martedì per costituirsi. Bloccati all'aeroporto di Orio al Serio, sono stati portati nel carcere veronese di Montorio. I due potrebbero essere presto sentiti dal pm che ha coordinato l'inchiesta sulla tragica vicenda conclusa con la morte del disegnatore industriale. Le indagini, anche grazie alle immagini registrate da telecamere, si sono subito indirizzate verso simpatizzanti della estrema destra. L'aggressione però non avrebbe avuto motivazioni politiche: la vittima, assieme a due amici, aveva negato una sigaretta al gruppo. Il primo ad essere stato bloccato dagli investigatori era stato Raffaele Delle Donne, 19 anni, studente, poi lunedì il fermo di Guglielmo Corsi, 19 anni, metalmeccanico, e Andrea Vesentini, 20 anni, promotore finanziario. All'appello mancavano gli ultimi due, che risultavano fuggiti all'estero, prima in Austria e poi in Inghilterra. Poi anche per loro si è chiuso il cerchio.

BRUTALE AGGRESSIONE - Dunque non ce l'ha fatta Nicola Tommasoli, il giovane rimasto vittima della brutale aggressione ad opera del gruppo di cinque neonazisti. L'ospedale Borgo Trento di Verona lo ha dichiarato clinicamente morto. I genitori del ragazzo hanno espresso il desiderio di donare gli organi. È passata da lesioni gravissime a omicidio l'ipotesi d'accusa nel fascicolo d'inchiesta per l'aggressione di Tommasoli. L'autopsia sul corpo di Nicola sarà disposta martedì mattina. La morte sarebbe riconducibile al vasto ematoma alla testa causato dai calci ricevuti.

LA SCENA DEL CRIMINE - Il 30 aprile scorso Raffaele Dalle Donne, in compagnia di altri due giovani, soprannominati Peri e Tarabuio (gli ultimi due fermati), è in centro per bere qualcosa in un noto caffè dove si trova gran parte della gioventù cittadina. Sono circa le 23 e ai primi tre si aggiungono anche altri due, Corsi e Vesentini, due ragazzi della provincia che frequentano anche loro la curva sud dello stadio «Bentegodi». I cinque bevono un po' e poi si spostano per le vie del centro e raggiungono un altro pub. Verso le due di notte, notano tre ragazzi che stanno fumando sulla strada. Corsi si avvicina e chiede sgarbatamente una sigaretta, la risposta è un no secco e poi partono gli insulti da parte dei cinque ultrà. I tre ragazzi che fumavano replicano alle parole e quindi si passa alle mani. Sono gli aggressori che cominciano a menare schiaffi contro gli altri tre continuando ad apostrofarli per chiedere una sigaretta: «Codino - dice uno degli aggressori rivolgendosi a un ragazzo che ha la coda di cavallo - dammi una sigaretta». Nella rissa Tommasoli cade a terra e due degli aggressori gli sferrano un calcio alla testa. Gli autori del pestaggio fuggono immediatamente, Dalle Donne, Peri e Tarabuio vanno a casa, gli altri due tornano a Illasi (Verona), il paese dove abitano. In ospedale, intanto, Nicola Tommasoli è già in fin di vita ricoverato in terapia intensiva con un edema cerebrale. Per lui non ci sarà nulla da fare.

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lunedì, 05 maggio 2008
  Belle De Jour: "anal sex is the new black"
   
 

 




"Vendredi 24 octobre. Ho trovato quella che sembra una eccellente, piccola e molto discreta agenzia. Li ho contattati via email, e dopo aver mandato loro alcune mie foto ho finalmente incontrato la coordinatrice al ristorante di un hotel a Central London". Fin qui nulla che faccia drizzare le orecchie. Potrebbe essere un’aspirante modella in cerca dell’occasione della sua vita, una giovane attrice che prova a uscire dal frustrante circuito dei casting. Che non è esattamente così lo si capirà tre giorni dopo, dimanche 26 octobre. Lei è una prostituta. O forse una scrittrice che ha fatto credere al mondo di essere una prostituta, e l’inganno ha evidentemente pagato visto che il suo libro - The Intimate Adventures of a London Call Girl, appena uscito in Inghilterra - è già il caso letterario della stagione.

Si chiama Belle de Jour: il nome è una citazione da intenditori, rimandando al personaggio interpretato da Catherine Deneuve nell’omonimo film di Louis Buñuel. Se dietro la scrittrice si nasconda realmente una call girl è una cosa che probabilmente non sapremo mai. L’unica certezza è il modo in cui Belle de Jour ha costruito il proprio successo: scrivendo un "blog", cioè uno delle decine di migliaia di "diari online" nati spontaneamente in Rete negli ultimi due anni. Nel suo caso è un diario di "incontri di lavoro". Pornografia dunque, moderatamente esplicita, ma soprattutto molto, molto intellettuale, e non priva di una certa ironia. C’è il cliente che nel bel mezzo di un incontro si mette a citare interi paragrafi di Territori Londinesi di Martin Amis (lei riconosce la citazione e glielo dice: lui rimane un po’ interdetto ma alla fine la cosa lo eccita ancora di più). Ci sono consigli pratici sul tipo di borsetta che una call girl deve usare ("lasciate perdere la baguette di Fendi: nemmeno Houdini riuscirebbe a farci stare dentro una frusta a nove code"). Ci sono massime che potrebbero essere scolpite nel marmo da quanto sono definitive, tipo "Anal sex is the new black" ("il sesso anale è il nuovo nero", nel senso di un capo d’abbigliamento che ormai chiunque ha nel proprio guardaroba). Puro Sex And The City, il paragone è inevitabile, ma se possibile ancora più disincantato. E visto che pur sempre di "diario" di tratta, ci sono pure le lamentele sentimentali: "Sono mesi che non ho un vero appuntamento" racconta Belle, salvo poi mandare tutto all’aria quando l’appuntamento arriva per paura che la sua "professionale efficienza" insospettisca il potenziale boyfriend...

Belle de Jour comincia a "postare" il suo diario nell’ottobre 2003. A dicembre il quotidiano inglese The Guardian la segnala come migliore blog dell’anno, ma a quel punto il fenomeno ha ormai superato i confini di internet scatenando la caccia all’identità segreta della sua autrice. Il "detective letterario" Don Foster - lo stesso che tempo addietro smascherò Joe Klein come l’autore di Colori Primari - prova a ricostruirne l’identità attraverso un complesso lavoro di analisi statistica, confrontando la ricorrenza nel testo di determinate forme lessicali con quella di migliaia di altri scrittori e scrittrici, e concludendo che l’indiziata è la giornalista Sarah Champion. Sbattuta in prima pagina nientemeno che dal Times, Champion ringrazia per l’attenzione ma declina ogni responsabilità (non senza puntualizzare "...e soprattutto non sono una ragazza squillo!"). Com’è ovvio il potenziale commerciale di Belle de Jour non passa inosservato, ed è solo questione di ore prima che tra gli editori londinesi inizi la gara al rialzo per assicurarsi l’esclusiva sull’opera della blogger senza nome e senza volto. Chi la spunta pare abbia messo sul piatto una di quelle offerte che non si possono rifiutare. E non è che l’inizio: Channel 4 ha già acquisito i diritti del libro, e ne trarrà una serie tv entro l’estate. Nel frattempo Belle de Jour ha smesso di aggiornare il blog. L’ultimo "post" è dello scorso settembre: dice che gli "appuntamenti di lavoro" stanno calando e che prepararsi per ogni incontro comincia a crearle un’agitazione fino a quel momento sconosciuta. Un modo elegante - chissà - per dire che ha deciso di fare la scrittrice a tempo pieno.




Un altro blog: stavolta dall’altra parte dell’Oceano, a Washington. Anzi, non semplicemente a Washington: a Capitol Hill, che è il cuore politico di Washington e quindi dell’America tutta. Jessica Cutler ha ventisei anni. E’ carina, simpatica, newyorkese, e lavora nell’entourage del senatore repubblicano Mike DeWine. Non un lavoro entusiasmante: deve leggere e scremare la posta del Senatore. Ma è pur sempre un primo passo per conoscere Gente Interessante, per entrare negli Ambienti Giusti. E lei è carina, sexy, addirittura "molto sexy" per i parametri di Capitol Hill. Jessica apre il suo blog, "The Washingtonienne", il cinque maggio scorso. Anonimo, ovviamente. Così come anonimi - soltanto le iniziali - sono i sei amanti dei quali racconta miserie, nobiltà e prestazioni a letto. Uno di loro è un avvocato, un altro è il selezionatore che l’ha scelta per il lavoro nell’ufficio del Senatore; un altro ancora è - si intuisce - un papavero abbastanza alto dell’amministrazione Bush. Quest’ultimo, sposato, la incontra in alberghi di lusso e non manca mai, alla fine, di allungarle una busta contenente del denaro. Lei scrive che la prima volta la cosa le da un po’ "fastidio", la seconda, la terza e le successiva invece si ripete "e allora?" ed incassa.

I giorni passano. Jessica è convinta che le uniche lettrici siano lei e le sue due amiche del cuore cui ha inviato l’indirizzo del blog, ma le cose stanno diversamente. Il 18 maggio il sito di pettegolezzi Wonkette.com (il Dagospia statunitense) segnala "The Washingtonienne" ai suoi lettori, e lì scoppia l’apocalisse, perchè i nomi saranno pure siglati, ma per chi bazzica Capitol Hill è questione di un attimo incrociare luoghi e allusioni per arrivare ai protagonisti. Jessica perde il lavoro, tecnicamente per "uso improprio delle dotazioni d’ufficio". La stampa statunitense infierisce facendone un caso-Lewinsky in sedicesimi. Pentita? Ma figurarsi. C’è chi dice sia stata lei ad architettare tutto ed a mandare la segnalazione a Wonkette... Tempo tre mesi - luglio 2004 - ed eccola in deshabillé sulle patinate pagine di Playboy. L’inevitabile libro - tra autobiografia e fiction - arriverà nelle librerie per il giugno 2005, e la copertina è già da culto. Nell’attesa coverrà fare un giro in Rete: hai visto mai Belle o Jessica avessero deciso di riaprire i blog.

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domenica, 04 maggio 2008

Etére e prostitute nell'antica Grecia: una scoperta


250px-Shuvalov_Painter_erotic_scene_Antikensammlung_Berlin_F2414.jpg Che tipo di moralità vigeva nell'antica Grecia?
Un aiuto a rispondere a questa domanda ci viene da un frammento di dodici righi ritrovato in copia fotografica al museo del Cairo da Rosario Pintaudi, che assieme a Luciano Canfora l'ha pubblicato sulla rivista "Analecta Papirologica", numero XVI-XVII. Il testo - ci spiega il filologo Luciano Canfora - proveniente dalla biblioteca di Sarapione, colto governatore nel III secolo dopo Cristo dell'Arsinoite, una regione egizia, è in realtà la copia del frammento di un discorso pronunciato da un oratore attico nel terzo secolo avanti Cristo. Il professor Canfora è convinto che si tratti di Iperide, amico e rivale di Demostene.

Dal frammento, in cui è citata la legislazione di Solone e quella di Licurgo, si evince che la Grecia classica non era certamente il regno del libero amore, dove le prostitute avevano una grande considerazione sociale. Tutt'altro. L'oratore avverte "le donne di condizione libera" e i giovani a non farsi corrompere dalla prostituzione. Canfora ci spiega che accanto alle etére, come Frine, amante dello stesso Iperide, o Aspasia, amante di Pericle, donne colte e libere che non dovevano obbedire a una serie di convezioni sociali, esistevano le porne, cioè le prostitute di basso livello che non godevano certamente di una grande considerazione sociale.

Per saperne di più Canfora ci rinvia allo studio di Kenneth James Dover, "La morale popolare dei greci", pubblicato in Italia da Paideia. Dover ci spiega che in realtà esistevano nelle città della Grecia antica varie morali: c'era quella delle élites, che seguivano comportamenti più liberi e spregiudicati, e quella delle classi popolari che avevano una morale più tradizionale. Come attestano i frammenti dei comici, i quali ammiccando al popolo deridevano i comportamenti delle classi alte.

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giovedì, 01 maggio 2008

 

i particolari sulle condizioni di salute dei tre ragazzini frutto degli abusi

Senza denti e anemici i figli segregati
Josef Fritzl forse coinvolto in un omicidio

La polizia austriaca indaga sul possibile coinvolgimento
del padre stupratore nella morte di una 17enne

 

VIENNA - I figli del padre-mostro hanno sui corpi le cicatrici di 24 anni di prigionia. Il «Times» ha rivelato i primi particolari sulle condizioni di salute dei tre ragazzini frutto degli abusi dell'ingegnere austriaco Josef Fritzl sulla figlia Elisabeth. I tre figli-nipoti di Fritzl - di 19, 18 e 5 anni - sono nati nella cella di 50-60 metri quadri, ricavata dall'uomo sotto casa, e da allora non sono mai stati visitati da un medico, nè da un dentista, tanto che la più grande, Kerstin ha perso tutti i denti. Tutti e tre, inoltre, hanno sviluppato problemi al sistema immunitario, soffrono di anemia e di mancanza di vitamina D, quella che regola il metabolismo del calcio. I ragazzini non hanno mai visto la luce - questo ha provocato loro qualche problema alla vista - e, costretti a camminare piegati, a causa dei soffitti alti circa 1,70 metri, hanno sviluppato una postura ricurva.

PROBLEMI PSICHICI - Negli anni di prigionia, la madre ha insegnato ai figli a scrivere qualche parola, ma nel bunker non c'erano libri, solo una tv, una radio e un video-registratore. La percezione della realtà che hanno i fratelli maggiori è quella mediata dalla tv, mentre il piccolo ha grossi ritardi cognitivi. «Una vasta squadra di psicologi infantile e dell'età adulta, terapisti, neurologi, logopedisti e fisioterapisti si sta occupando di loro», ha spiegato Berthold Kepplinger, direttore della clinica di Amstellen dove sono ricoverati, precisando che «ogni paziente ha traumi diversi ed è quindi sottoposto a terapia individuale».

LA PRIMA VOLTA - Domenica scorsa, intanto, è avvenuta la prima «reunion» della doppia famiglia incestuosa: i tre figli, tenuti segregati al piano di sotto, si sono incontrati con i tre fratelli, nati nel sotterraneo e «portati alla luce» dal padre (Fritzl raccontò che erano di figli di Elisabeth, scappata per entrare in una setta - in realtà la figlia fu rinchiusa dal 1984, quando aveva 18 anni - e che li aveva trovati davanti alla porta di casa). Gli uni inconsapevoli dell'esistenza degli altri fino allo scoppio del caso (al sotterraneo insonorizzato si accedeva attraverso una porta chiusa con combinazione e nascosta dietro uno scaffale), i sei fratelli hanno avuto un primo incontro «sereno e facile» ha spiegato Kepplinger. «È stata un'occasione felice, non forzata, e molto commovente, in particolare l'incontro tra Rosemarie (la moglie 68enne di Fritzl e madre di Elisabeth, ndr.) e la figlia», ha continuato. Rosemarie, che ha altri sei figli, oltre ai tre figli di Elisabeth in custodia (uno adottato, gli altri due in affido) era all'oscuro della doppia vita incestuosa del marito e credeva che la figlia fosse scomparsa e non sarebbe più tornata.

UN OMICIDIO - Potrebbe esserci un nuovo capitolo nella terribile vicenda. La polizia austriaca sta indagando sul possibile coinvolgimento dell'uomo nell'omicidio di una giovane donna che risale a 22 anni fa e di cui non è mai stato trovato il colpevole. La vittima era Martina Posch, al tempo 17enne. Il suo corpo fu ritrovato sulle sponde del lago di Mondsee, nell’alta Austria, dieci giorni dopo la sua scomparsa. La moglie di Fritzl gestiva un alberghetto dall’altra parte del lago, secondo quanto riporta la stampa austriaca. Il capo della polizia locale, Alois Lissl, ha detto che non ci sono indizi concreti sulla colpevolezza di Fritzl e gli inquirenti stanno cercando di appurare se il padre-mostro ha un alibi.

NATASCHA - Venticinquemila euro da Natascha Kampusch. La ragazza austriaca, tenuta segregata in una stanzetta per otto anni dal suo sequestratore, prima che riuscisse a fuggire il 23 agosto 2006, ha deciso di fornire «aiuti immediati» a Elisabeth Fritzl e ai suoi sei figli, frutto degli abusi compiuti dal padre. Kampusch ha lanciato un appello a favore dell'avvio di una vasta campagna in sostegno delle vittime e chiesto all'organizzazione benefica Sos Mitmensch di aprire un conto corrente per raccogliere le donazioni. La giovane ha, infine, riferito di essersi messa in contatto con l'avvocato di Elisabeth, rinchiusa per 24 anni in un bunker, insieme a tre dei suoi figli, per «determinare al più presto se sarà possibile fornire aiuto concreto».

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mercoledì, 30 aprile 2008

 

per ora disponibili quelli del 2005 contenuti nella dichiarazione del 2006

I redditi degli italiani sono sul web

L'agenzia delle entrate ha reso consultabili da chiunque i redditi dichiarati da tutti i cittadini del Belpaese

 

MILANO - Il passaparola è stato fulmineo. Dopo poche ore infatti il sito era già intasato. Del resto l'occasione è ghiotta: poter scoprire con un click quanto guadagna (o meglio guadagnava) visto che i dati sono relativi al 2005, il vicino di casa o il collega d'ufficio. O qualche personaggio celebre per gli amanti del gossip.

COME ACCEDERE AI DATI - L'agenzia delle entrate ha reso disponibili per la prima volta nel nostro Paese a tutti, i redditi dichiarati da tutti i cittadini italiani nel 2006. Basta cliccare su www.agenziaentrate.gov.it poi dalla home page cliccare sul link Uffici (in alto a destra) quindi cliccare su «elenco uffici» da qui su «elenchi nominativi dei contribuenti» e infine su «consultazioni elenchi dichiarazioni», cliccare sulla regione della persona che si sta cercando, sulla provincia e sul comune e dopo aver inserito un codice di sicurezza presente sulla pagina stessa, scaricare il file che contiene il dato cercato. Si potranno conoscere una serie di dati importanti: la categoria prevalente di reddito, l'ammontare del reddito imponibile, l'imposta netta e (per chui ce l'ha) l'ammontare del reddito d'impresa.

VIP - Si scoprono così situazioni curiose. Nel 2005 un industriale come Luciano Benetton dichiarava un reddito imponibile di 1.635.722 euro, contro i 4.272.591 del comico Beppe Grillo ora diventato celebre per i V-day o i 3.580.995 di euro del più celebre Roberto Benigni. Il reddito non sembra tenere conto della fama: una celebre attrice come Sabrina Ferilli dichiarava un reddito di 423.829 euro decisamente inferiore ai 1.824.084 euro di una comica tv, allora più di nicchia, come Luciana Litizzetto.

PERSONAGGI DELLA CRONACA - Ma non ci sono limiti allo strumento messo a disposizione dell'Agenzia delle entrate. Se, per esempio, ci mettiamo alla ricerca di alcuni personaggi celebri delle cronache degli ultimi anni scopriamo che Olindo Romano, accusato della strage di Erba, dichiarava 18.809 euro.

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mercoledì, 30 aprile 2008

La vicenda si è consumata nel quartiere storico di Ballarò

Cedeva i 3 figli per festini pedofili
Mamma in manette a Palermo

La donna, 30enne, arrestata con altre tre persone. Le vittime tre minori tutti di età inferiore a 10 anni

 

PALERMO - Una vicenda consumatasi in un contesto di estremo degrado a Ballarò, uno dei quartieri storici di Palermo: tre fratellini, tutti di età inferiore a 10 anni, subivano abusi sessuali durante festini pedofili realizzati con la partecipazione della loro madre a Palermo. È quanto emerge da indagini della polizia, che hanno portato all'arresto di 4 persone, tra le quali la donna, che ha 30 anni, un 17enne e due uomini adulti.

DROGA E GIOCHI EROTICI - L'attività investigativa è stata avviata dopo una segnalazione degli assistenti di una casa famiglia dove era ospite una delle bambine vittime degli abusi, che aveva raccontato il suo dramma agli operatori e ai responsabili del Servizio di Neuropsichiatria Infantile. Secondo quanto ricostruito, la madre avrebbe condotto i tre figli in casa di una coppia di coniugi di 24 e 25 anni, che sono tra gli arrestati. Lì si sarebbero svolti giochi erotici. I piccoli venivano sottoposti agli abusi con una sorta di «gioco della verita» condotto dagli adulti con l'uso di una bottiglia. La principale vittima era la bambina, mentre i suoi fratellini nella maggioranza dei casi sarebbero stati solo testimoni obbligati. Gli adulti, inoltre, avrebbero consumato hashish davanti ai tre bambini.

LE INDAGINI - Agli indagati la polizia ha notificato provvedimenti restrittivi emessi dai Gip del Tribunale per i Minorenni di Palermo, Valeria Spatafora e del Tribunale ordinario Maria Pino. Le indagini della sezione "Reati sessuali in danno dei Minori" della Squadra mobile di Palermo sono state coordinate dai sostituti procuratori Francesca Lo Verso per i Minori e Alessia Sinatra.
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