giovedì, 30 novembre 2006
CASTRO NON SARA' ALLA SUA FESTA DI COMPLEANNO: 'SONO MALATO'
Il presidente fa sapere che non partecipera' ai festeggiamenti per il suo ottantesimo compleanno: me lo hanno vietato i medici, le mie condizioni di salute non lo consentono

Una festa di compleanno senza il festeggiato è come un'impiccagione senza l'impiccato!

 

 

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giovedì, 30 novembre 2006

50. Il paiolo.

 

Massa, 19 maggio 2006

Ero così piccolo che uscivo di casa mettendomi a quattro zampe e andando all’indietro.

Una mattina nel fare questa manovra ho infilato il piede nel paiolo d’acqua bollente, appena tolto dal fuoco, che mio padre aveva lasciato proprio sull’uscio, sotto lo scalino.

Sono stato curato da mia zia Imola con pomate e unguenti con una fasciatura dal ginocchio in giù.

Non so quanto sono stato malato, ma sono guarito perfettamente e di questa avventura non mi è rimasta nessuna traccia, se non il ricordo.

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mercoledì, 29 novembre 2006

Accordo bipartisan:

Deaglio racconta delle balle.

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mercoledì, 29 novembre 2006

49. Non so come chiamare questo capitolo.

 

Massa, 19 maggio 2006

Non mi ricordo quanti anni avessi (diciamo sei o sette).

Con mio padre siamo andati alla vigna di mio nonno Umberto, che si trova sulle colline sopra Turano in località “la Lumacheja”.

Al ritorno mio padre  si è fermato presso dei conoscenti.

Io, non sapendo cosa fare, mi sono messo a giocare in questo modo: scendevo da un ripido poggio e mi fermavo contro il tronco di alcuni alberi che distavano un paio di metri: forse ero da solo, forse c’era qualche altro bambino.

Il gioco è andato avanti per un pezzo, quando alla fine ho dato una musata pazzesca contro la pianta.

Ricordo ancora le mie piccole mani contro il tronco che non sono riuscite a frenare la mia corsa.

Suppongo di avere sbattuto la parte superiore della testa, perché non ho avuto danni né al naso né alla bocca.

Non ho perso conoscenza, ma sono diventato cieco: non ci vedevo più.

Mi ricordo ben poco del resto.

Mio padre mi ha accompagnato giù a piedi e l’ultimo flash che ho è di me fermo, rivolto verso mare, sulla strada in piedi davanti alla casa di mio nonno, al Bagaglione.

Poi mio padre mi ha guidato a casa e non so che cure mi sono state prestate. Nessuno, né prima ne poi, mi ha portato all’ospedale a fare un controllo.

Sono rimasto cieco per un bel po’, ma, credo, il giorno dopo avevo riacquistato la vista.

 

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martedì, 28 novembre 2006

Pare che il manifesto di oggi abbia il mio stesso titolo.

*

Non leggo il manifesto e non ho visto il manifesto.

Manifesto caso di pensiero parallelo.

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martedì, 28 novembre 2006

Pare che il manifesto di oggi abbia il mio stesso titolo.

*

Non leggo il manifesto e non ho visto il manifesto.

Caso di pensiero parallelo.

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martedì, 28 novembre 2006

Il Papa in Turchia.

In bocca ai lupi.

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martedì, 28 novembre 2006

43. La fionda.

 

Massa, 17 maggio 2006

La mia arma infantile contro gli uccelli era la fionda (noi la chiamiamo “la sbrombola”).

--18.05.06

All’inizio me la costruiva mio padre, poi me la facevo da solo.

Era necessaria una forcella tratta da un ramo (ad esempio: di pioppo), la ripulivo ben bene, ci volevano due gomme tagliate dalla camera d’aria della bicicletta, un “toppone”  preso da una vecchia scarpa o altro materiale.

Ci voleva dell’abilità e del tempo.

Dopo partiva la caccia.

Bastavano dei sassi non troppo grossi né troppo piccoli, di cui mi riempivo le tasche.

Tiravo agli uccelli, ma anche ai pali, ai fili, ai barattoli, ai cardi con le castagne, alle noci: ogni bersaglio andava bene. Passavo ore in giro per i campi.

Già sposato, mi sono comprato prima una fionda poi un’altra, presso un’armeria.

L’ho usata per tirare sassi ad un merlo in gabbia (il merlo Moreno)  che mi svegliava alle sei di mattina e fischiava come un disperato.

Per fortuna il padrone, un pezzo di merda, se n’è andato e con lui anche l’uccello.

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lunedì, 27 novembre 2006
27/11/2006 10:09

BERLUSCONI, PAURA PER UN MALORE.

Cosa non si fa per andare in prima pagina!

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lunedì, 27 novembre 2006

Cossiga rassegna le dimissioni da senatore
Lettera al presidente del Senato e a tutti i colleghi di Palazzo Madama:
l'ex presidente della Repubblica ha deciso di lasciare il suo ruolo di senatore. Il testo delle «dimissioni» non è stato ancora reso noto.

Eccone un altro che pur di mettersi in mostra darebbe la vita ...

degli altri!

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