Il Vascello Fantasma
di R.S.
Dalla nebbia emerse d’improvviso
senza rumore
gigantesca creatura
e il sangue
mi rifluì nelle vene.
Era l’attimo infine
– e lo sapevo –
che mi assegnavano per ritrovarti
Signore
dovunque tu fossi
e comunque tu fossi
– forza vitale da cui nasce e si dipana lento
sui tetti il fumo dei camini
quando il gelo scolpisce figure di neve
e tracciano col dito i bambini
misteriosi segni su vetri appannati –
Ma fu tutto inutile.
Irretita guardavo
e non vedevo nome sulle fiancate
né timone
il ponte era deserto come il tuo cuore che mi rifiutò.











