sabato, 30 giugno 2007

448. Come una meteora.

 

Massa, 12 febbraio 2007.

 

Come una meteora di R S

 

L’attesa fu lunga

 

Nei giorni assetati d’agosto

 nelle notti fredde di gennaio

nella luce e nel buio

aspettavo

Poi

la scintilla scoccò

e vidi

la mia essenza simile

all’essenza di tutti gli uomini

e diversa

Mi sentii immortale

fatta natura e legge

e amore

e vita

Tutto

Seppi

 

Ma fu come una meteora

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venerdì, 29 giugno 2007
Asia Argento, zero sesso: «Gli uomini hanno problemi con me»
Intervista choc dell'attrice a GQ:
«Gli ultimi sei con cui sono stata non ce l'hanno fatta.
Il settimo ha tentato di prendere il Viagra».
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giovedì, 28 giugno 2007

445. Corto Circuito.

 

Massa, 10 febbraio 2007.

 

Corto Circuito di R S

 

Nella notte

piombata d’improvviso

tacque la città sorpresa.

Poi

ignoti volti vissero senza più forma umana

voci soffiarono parole senza senso

una marea di gente rapida si mosse

lungo la Porta Fabbrica

lieta

della luce spenta dei lampioni

come se

abolita la barriera

tutto fosse possibile

ora

e aperto il varco all’altra sponda.

 

“Fabulous”. E in alto sulla torre

vidi il suo teso fantasma in ascolto

ridere dell’aspro riso di sempre.

“Fabulous”. E svanì.

 

Nella strada deserta del primo mattino

quando tutte le finestre respirano sonno

e Disneyland si dissolve

agli occhi dei bambini

 

stanno in fila le sedie del caffè

- gialle verdi rosse -

vuote

in attesa.

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martedì, 26 giugno 2007

444. Carte da gioco.

 

Massa, 10 febbraio 2007, sabato.

 

Carte da gioco     di   R S

 

 

Le carte

che la tua mano lenta distende

sul tappeto

rivelano mondi diversi

abbattono

l’ostacolo del tempo

e nel tuo prisma distrutto

i suoni e i colori assumono

altro significato.

 

- Babylon - invocasti

e piano si ricompose

di linee spezzate e raccordate

insieme

la tua realtà

storia assurda nella scacchiera

in cui i pezzi mutano posto

ma sono sempre uguali.

 

E il gioco dura per l’eternità.

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sabato, 23 giugno 2007

STUDIO: FRATELLI MAGGIORI PIU' INTELLIGENTI

 

Su Science l'ennesima opinione sulla questione. Secondo ricercatori norvegesi, a garantire il piu' alto quoziente intellettivo non è l'ordine di nascita ma l'esser cresciuto come il figlio più adulto.
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venerdì, 22 giugno 2007

 

Massa, 20 giugno 2007.

 

L’altra sera, precisamente lunedì 18, ero nel campo e Baldini col frullino aveva tagliato l’erba lungo la gora.

Come ispirato da un dio, sono andato a controllare.

Mi colpisce l’occhio quella che mi sembra la pelle di un serpente.

Cerco un ferro e ritorno.

Tocco col ferro. No, è proprio un lungo serpente rimasto impigliato in un pezzo di rete per gli uccelli, messa a tappare un buco.

E’ ben intrappolato nella rete, non ha nessuno scampo. Non riuscirà mai a liberarsi. La sua sorte è segnata.

Non c’è molto tempo. E’ già quasi buio.

Il mio animo da buon samaritano mi impone di salvarlo; ma, che palle, ci voleva anche questa!

Con la falce taglio la rete per levarlo dalla fossa in cui era.

Lavoro non proprio semplice.

Lo tolgo dalla fossa, tutto aggrovigliato nella rete.

Vado a cercarmi dei guanti e qualche altro strumento: le forbici per potare.

Torno e non si è mosso di molto: ha la testa e circa 20 centimetri del corpo ben infilati nelle maglie della rete: si tratta di una rete fitta e sottile, micidiale.

Volevo salvarlo senza che nessuno se ne accorgesse, ma era impossibile.

Ero in ginocchio che cercavo di ridurre il groviglio che lo avvolgeva, quando Rita mi ha chiamato:

“C’è da piantare una canna!”

La cosa più semplice era dirle la verità, altrimenti non mi avrebbe lasciato in pace.

“Sto liberando un grosso serpente, intrappolato nella rete”.

Ho sentito anche la voce di Baldini che parlava con Rita.

“Ha trovato un serpente, lo sta liberando” diceva lei.

“Perché non lo ammazza?” chiedeva lui.

“Perché devo ammazzarlo? Che mi ha fatto?”

Senza guardare nessuno e senza distrarmi ho continuato il mio lavoro.

Tenevo il serpente fermo per la testa e con la destra tagliavo sempre di più la rete.

Ho lasciato il serpente da solo un paio di volte.

Ora avevo anche un paio di forbici per la carta.

Stava facendo troppo buio e allora ho preso il serpente con la sinistra per la testa e con la destra per il corpo e l’ho portato di là davanti alla casa di mio nonno: davanti alla stanza, dove c’è la luce elettrica.

 Il serpente era bloccato ancora da numerose maglie che gli stringevano il corpo e la testa.

Infilavo le forbici sotto ogni filo e lo tagliavo.

Ho chiesto a Rita un paio di forbicine e così anche mia madre, che le ha date in prestito, è venuta a sapere del serpente.

Infilavo le forbici sotto ogni filo e lo tagliavo. Le maglie in cui si era infilato erano tantissime.

Il serpente, comunque, è stato buono fino all’ultima maglia.

Appena però si è reso conto che la rete era stata tagliata tutta si è agitato violentemente, io ho lasciato la sua testa che tenevo ferma e lui è subito sparito in pochi secondi strisciando nell’erba.

 

 

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giovedì, 21 giugno 2007

443. Andrea Mannini.

 

Massa, 9 febbraio 2007, venerdì.

 

Andrea Mannini è stato mio allievo all’iti Meucci e in seguito anche all’ipsia “Barsanti”.

Era un pessimo studente, svogliato e indisciplinato. Mi ha fatto parecchio penare e soffrire. Deve aver imparato ben poco.

Comunque i nostri rapporti sono amichevoli: quando mi vede mi saluta molto gentile.

Di lui mi è rimasto impresso l’episodio che ora racconto.

--

Un giorno, nei gabinetti, tirò giù i pantaloni a una sua compagna di classe. La cosa fece scalpore.

Fu punito con tre giorni di sospensione.

Quando ritorno a scuola disse, tutto allegro, che in quei tre giorni, suo padre lo aveva portato a sciare.

Fine

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martedì, 19 giugno 2007

438. Polenta ficca.

 

Massa, 7 febbraio 2007.

 

Ogni tanto mia madre preparava la polenta ficca.

In quelle occasioni ne preparava una bella pentola e riempiva un sacco di piatti in abbondanza anche se noi eravamo solo quattro.

E non preparava altro. Cosicché o mangiare questa polenta o saltare questa finestra.

A me non piaceva molto e la mangiavo con la bocca storta. Un piatto intero non lo finivo mai.

Il giorno dopo, invece, mi piaceva molto la polenta fritta. Mia madre tagliava la polenta in fette sottili e la friggeva nell’olio. Ah, come mi piaceva!

 

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lunedì, 18 giugno 2007

436. Montoni.

 

Massa, 6 febbraio 2007.

 

Un tempo facevano parte delle greggi uno o due montoni, che servivano per la riproduzione.

Si notavano bene perché avevano corna arrotolate ed erano grossi e pericolosi: sicuramente qualcuno si è preso qualche cornata.

Nel prato disturbavano con insistenza questa o quella pecora. A volte avevano un grembiule in mezzo alle gambe.

Ora nelle greggi solo pecore, agnelli e capre: niente maschi.

Che fine hanno fatto i montoni?

La fine che faranno gli uomini.

Tutti spariti.

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domenica, 17 giugno 2007
Fini si separa dalla moglie Daniela
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