giovedì, 12 luglio 2007

458. Nel giardino.

 

Massa, 17 febbraio 2007.

 

di R.S.

 

Nel giardino in cui vissi separata

percepivo oscuri

trasalimenti

e non sapevo che la mia infelicità

era

l’infelicità stessa del mondo.

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domenica, 08 luglio 2007

456. Eros

 

Marina 15 febbraio 2007.

 

Eros

 

Nel cavo nido del cuore

sbocciano gesti d’ombra

trepidando

e mi avvicinano a te

che immoto attendi

– occhi socchiusi –

lungo il cammino delle stelle 

L’ala palpitante

ci sfiora

– quiete – silenzio – una parola

unica –

ritorno – favola – definitivo

allontanamento –

e poi?

Il bagliore si è spento

ma l’attimo persiste

nella memoria

eterno

e supera l’umano

svanire degli eventi -

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venerdì, 06 luglio 2007

455. Giovinezza.

 

Massa, 15 febbraio 2007.

 

Amara giovinezza amara    di R S

 

Discendono lievi le ore

lungo la china del tempo

e sui nostri visi intessono

fragili tele di ragno.

Gli occhi non sono più puri

ma contemplano assorti le cose

e vi affiorano segreti sorrisi

e ricordi.

 

Amara giovinezza amara

che lasci tracce d’arsenico

nel sangue

e il desiderio di non più riviverti.

 

Amara giovinezza

amara fu la mia

e ribelle.

La banalità tramava insidie

e la ribellione era dolore.

 

Ora placida l’onda trasporta relitti

stelle cadenti sussurrano piano

“Se tu non m’ami” canta la Carmen

ma senza tormento o passione.

Orizzonti d’azzurro si aprono

ed io scivolando leggera

sul ghiaccio

volteggio in piene figure

e il sangue che pulsa

il fremito inconscio dei polsi

 la vita che circola in me

questo

mi sembra il miracolo.

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mercoledì, 04 luglio 2007

452. Libertà.

 

Marina, 13 febbraio 2007.

 

Libertà   di R  S

 

Quattro puledri chiusi in un recinto

brucano l’erba

svogliatamente,

della parte di sole che filtra

attraverso vetri opachi

s’abbeverano i fiori

nelle serre,

dal terrazzo ti protendi ad afferrare

l’odore di zolle

che a tratti porta l’aria della primavera

nuova

e sogni distese verdi senza fine

praterie

dove all’alba risuoni il passo dei cavalli

- scendono verso la fredda corrente del Rio a branchi -

 

Ecco: s’infrange la bolla di sapone

luminescente

il poliedro della tua speranza.

Stridono i pattini dei ragazzi sul selciato

una donna copre di bucato i fili

tesi tra muro e muro

sopra il vicolo.

 

Ma tra le vecchie rotaie

che nessun treno lucida più

due papaveri

nati di soppiatto si dondolano al vento

- bandiera di libertà -

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domenica, 01 luglio 2007
Verginità in vendita per 10mila sterline
Una studentessa di 18 anni offre la propria «prima volta» per pagarsi gli studi. La proposta fatta online su un sito di prostitute
LONDRA - Una studentessa diciottenne ha messo in vendita la sua «prima volta» per pagarsi gli studi all’università. La cifra richiesta è di 10.000 sterline (circa 15 mila euro), senza sconti o contrattazioni sul prezzo.
PROPOSTA ONLINE - Usando un nome falso e all’insaputa dei genitori, la ragazza – che nella realtà si chiama Carys Copestake e vive a Denton, vicino Manchester - ha piazzato l’annuncio di vendita con il titolo «Virginity For Sale £10,000» (ovvero, «Verginità in vendita a 10.000 sterline») su uno dei siti web di solito usati dalle prostitute. Carys pubblicizza on line le proprie «qualità» come fosse una professionista navigata: «Penso che il titolo dica tutto . Sono una studentessa vergine di 18 anni e mi devo pagare gli studi, così vendo la mia prima volta per riuscire a farlo. Sono bruna, carina, occhi verdi, taglia 34 C di reggiseno (una terza piena, ndr) e ben proporzionata».
CRONISTA - Incuriosito dalla bizzarra e provocatoria proposta, un cronista del domenicale People ha finto di rispondere all’annuncio della ragazza e ha poi raccontato l’intera storia sul giornale , comprese le confessioni che la stessa Carys gli ha fatto durante i contatti avuti per organizzare lo «scambio», nel tentativo di spiegare e giustificare il suo gesto. «Per quello che mi ricordo – ha detto la studentessa al giornalista, ignorandone totalmente la professione – ho sempre voluto che la mia prima volta fosse speciale, per questo voglio aspettare il ragazzo giusto. Non sono come le altre ragazze che non vedono l’ora di sbarazzarsi della loro verginità, quasi fosse un peso. Sono sempre stata curiosa sulla mia sessualità, voglio esplorare il sesso opposto e voglio qualcuno che mi insegni a farlo. Mi sono però trovata in una situazione finanziaria tale per cui ho bisogno di pagarmi gli studi, così ho pensato che in questo modo potevo prendere due piccioni con una fava». Stando al suo racconto, Carys avrebbe ricevuto tantissime richieste. «Molti ragazzi si sono offerti di aiutarmi con il mio «problema», ma molte risposte erano così raccapriccianti che mi hanno lasciata frustrata e le ho rifiutate tutte».
INCONTRO - Credendolo un possibile «acquirente», Carys ha accettato di incontrare il cronista in incognito del People in un caffè del centro e, conclusi i convenevoli di rito e dopo aver mostrato la patente provvisoria a garanzia della maggiore età (a prima vista, la ragazza sembra molto più giovane dei presunti 18 anni), la studentessa ha ammesso di aver usato un nome falso sul sito, quello di Amy Collins. «Dovevo stare attenta che nessuno mi potesse riconoscere, magari addirittura qualcuno dei miei insegnanti». Stando al suo racconto, l’intraprendente Carys è in procinto di iniziare gli studi di medicina alla Salford e finora con i ragazzi non è mai andata oltre il tenersi per mano, anche se non ha alcuna intenzione di arrivare vergine all’università. Arrivati, però, al momento di «chiudere» l’affare, il giornalista ha preso tempo, chiedendole come preferisse essere pagata: «In contanti sarebbe perfetto – ha replicato la ragazza - . Ma come sono 10.000 sterline? Non vorrei gironzolare con così tanti soldi nel caso in cui venissi derubata».
AFFARE SFUMATO - Ma alla domanda se fosse una prostituta e se, in realtà, questo non fosse tutto un imbroglio, Carys ha fatto fuoco e fiamme: «Non so come provarti che sono vergine, ti devi fidare e basta», salvo poi calmarsi e pianificare i dettagli della sua «prima volta»: «Potremmo uscire a cena, rilassarci e andare poi nel tuo hotel. A proposito, non offenderti, ma pensi di usare il preservativo? Perché questa è una cosa di cui mi preoccupo». L’incontro si è chiuso con un nulla di fatto, ma non appena rimasta sola Carys ha cominciato a bombardare il cronista con sms molto espliciti: «Sono davvero eccitata – ha scritto in uno di questi – Perché non ci vediamo da me e stiamo insieme fino alle 6? Così non dovrò raccontare troppe bugie ai miei». Ma quando l’uomo ha chiesto uno sconto sul prezzo, la studentessa ha cambiato radicalmente tono: «Perché vuoi uno sconto? Niente da fare, il prezzo è 10mila». L’affare è così sfumato, ma Carys non si è certo data per vinta e, alla fine, pare aver raggiunto il suo obiettivo. Avvicinata, infatti, nuovamente, dal People ha rivelato di aver ricevuto una nuova proposta: «Mi hanno offerto dei soldi in contanti, vado a farlo questo giovedì».
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domenica, 01 luglio 2007

449. Il vino.

 

Massa, 12 febbraio 2007.

 

Io bevo il vino. Moderatamente. Quello che voglio raccontare qui non è tanto la vendemmia quanto la spremitura dell’uva.

--

Raccolta la nostra uva e comprate un certo numero di cassette, il lavoro consisteva nel buttare l’uva nella vecchia botte.

Poi mio padre obbligava me a entrare a gambe nude nella botte e a pigiare l’uva.

Di per sé non era un lavoraccio, ma la botte si trovava in una specie di casottino sporco e pieno di ragnatele e io con la testa arrivavo al tetto. Almeno all’inizio mi toccava stare chino.

Pigiavo e pigiavo. E pian piano entravo sempre più giù nella botte.

A lungo andare mi mancava il respiro e l’odore del mosto mi dava alla testa.

Come tutte le cose, finiva anche questo e scendevo dalle botte.

Mi lavavo le gambe e riprendevo il solito trantran.

 

 

 

                                                                                                              7½

 

La descrizione molto realista rivela un certo risentimento per le angherie subite, comunque è vivace e mette in risalto con misura e lucidità i caratteri di un tempo arcaico e di occupazioni ormai scomparse.

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