venerdì, 30 novembre 2007

La ragazza si finanziava il college con foto e filmati Porno su internet

Studentessa hard, forse trovato il corpo

Un cadavere che assomiglia a quello della giovane è stato rinvenuto dalle autorità

Emily Sander
NEW YORK - Gli investigatori incaricati delle ricerche di Emily Sanders, la ragazza di 18 anni del Kansas dalla doppia vita (studentessa e pornostar su Internet), hanno riferito di aver trovato il corpo di una giovane donna. Il capo della polizia di El Dorado, che coordina le indagini, ha precisato che il cadavere non è stato ancora identificato. Il capo della polizia d El Dorado, Tom Boren, ha dichiarato però che è probabile si tratti del corpo di Emily, visto che quello ritrovato corrisponde in maniera abbastanza precisa alla descrizione della ragazza. Non si conoscono le cause esatte della morte della giovane, e le autorità hanno in programma un'autopsia.

FILMATI E FOTO HARD - La ragazza, una studentessa, si finanziava il college con foto e filmati pornografici su Internet, sotto il nome di Zoey Zane, ed era stata vista lasciare un bar di El Dorado nei giorni scorsi insieme ad un ragazzo di 24 anni, Israel Mireles.La polizia lo sta cercando attivamente, insieme con la sua giovane fidanzata, incinta, di 16 anni. Finora è stata trovata soltanto l'auto da lui noleggiata, in una città del Texas.


30 novembre 2007

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giovedì, 29 novembre 2007

Che fine ha fatto Monica


A dieci anni dal Sexgate, che a Bill Clinton quasi costò la carica di presidente degli Stati Uniti, Monica Lewinsky è rimasta un’ossessione nazionale che aleggia sulla campagna elettorale della ex first lady Hillary. La sua storia ritorna su giornali, radio e tv. Su internet proliferano blog a lei intitolati. I collezionisti danno la caccia agli accessori da lei disegnati tempo fa. E il suo nemico di allora, l’ex speaker della Camera Newt Gingrich, che incriminò Clinton per falsa testimonianza e ostruzione alla giustizia, ammette: «Neppure la figura di Marilyn Monroe si è impressa così nella psiche popolare».

Il muro della press agent
In un decennio Monica e l’America sono cambiate. Lei non cerca più le luci della ribalta dal 2004, quando  pubblicò l’autobiografia La mia vita. E Barbara Hutson, il suo press agent, non cerca più i media per reclamizzarne le iniziative (fallite in maggioranza), ma protegge la sua riservatezza. Gli americani, sebbene sempre spaccati sullo scandalo, non la considerano più una peccatrice, ma incominciano a vedere in lei una vittima. Mentre i Clinton haters, gli odiatori di Clinton, continuano a farla oggetto di barzellette oscene, personalità come la giornalista Barbara Walters e l’attrice Whoopy Goldberg la difendono pubblicamente. Quando possono, glissano pure gli stessi repubblicani, bruciati dai recenti Sexgate dei loro parlamentari.
Lo scandalo fu epocale. A cavallo del 1998, Monica, una stagista di 24 anni della Casa Bianca, iniziò una boccaccesca love story con il presidente Clinton. Il Drudgereport, un giornale on-line, la denunciò e il procuratore speciale Kenneth Starr, un repubblicano che indagava su presunti scandali della first lady Hillary, aprì un’inchiesta. Monica ingenuamente si confidò con la falsa amica, Linda Tripp, che consegnò al procuratore oltre 20 ore di conversazioni telefoniche. Interrogato, Clinton negò di aver fatto sesso con la stagista, ma Monica confessò per evitare il carcere. In un rapporto di 445 pagine al Congresso, Starr disse che il presidente aveva mentito e andava incriminato. La Camera obbedì, ma Clinton fu salvato dal Senato di misura.
Senza rendersene conto, Monica Lewinsky aveva provocato una crisi costituzionale, 25 anni dopo le dimissioni del presidente repubblicano Richard Nixon per il Watergate. Il Paese, traumatizzato, non perdonò Clinton (il suo vicepresidente Al Gore pagò per lui due anni dopo perdendo le elezioni) ma formò quadrato attorno a Hillary, la «leonessa» tradita che sfoderò gli artigli in difesa del marito. La stagista divenne il simbolo del male.
Senonché oggi, l’America sembra riabilitarla. Ha scritto Richard Cohen, columinist del Washington Post: «Il suo fu un errore di gioventù. Lo ha scontato. Merita di rifarsi una vita e di essere lasciata in pace».

Lewinsky e la seconda laurea
Il mutamento di umore del Paese è dovuto all’esemplare condotta di Monica Lewinsky negli ultimi tre anni. Nel 2005, l’ex dama bianca di Clinton si è trasferita in Inghilterra. Lo scorso gennaio ha preso una seconda laurea in psicologia sociale alla London School of Economics. La sua tesi, “Alla ricerca della giuria imparziale: riflessioni sulle conseguenze della pubblicità prima del processo”, è stata un grido di dolore. «L’abbiamo sacrificata sull’altare del maschilismo», ha protestato Cohen. «Un uomo non passa alla storia per una trasgressione sessuale». E ha aggiunto: «Il principale colpevole del Sexgate fu Clinton, ma fu Monica a soffrirne, perché si illuse che il presidente avrebbe lasciato Hillary per lei». L’America deve rispettarla, concude Cohen: «Dove si trova l’uomo coraggioso capace di sposarla?».
Per qualche mese Monica ha cercato un impiego a Londra, poi è ritornata in America. La scorsa estate, era residente a Portland nell’Oregon, alla cui università si era laureata la prima volta nel ’95, l’anno che entrò alla Casa Bianca. Marjorie Skinner, una disegnatrice, l’ha avvistata a Genes, un noto ristorante, e allo Urban grind bar. «Era con un gruppo di vecchi amici dell’università, l’ho trovata simpatica, disinvolta e in forma, una bella donna». Secondo il quotidiano locale, Monica, che a luglio ha compiuto 34 anni, abita in un condominio del Pearl district, il migliore rione cittadino, e lavora al marketing della rivista Mercury Monthly. Barbara Hutson, la sua press agent, rifiuta di svelare se abbia un compagno o un fidanzato.   
Nell’autobiografia La mia vita, l’ex stagista ebbe parole amare per il presidente Clinton: «Quante menzogne, quante ferite», le sue ultime dichiarazioni pubbliche. Monica voleva lasciarsi il Sexgate alle spalle assieme ai fiaschi successivi: le parentesi da stilista, quella di conduttrice alla Fox e il suo infelice monologo a teatro. C’è riuscita. I suoi genitori sono divorziati dall’88, ogni tanto li va a trovare a Los Angeles dove la madre si è risposata. Evita Washington e si astiene dal commentare le elezioni. Con malizia, lo Hill Chronicle, il quotidiano del Congresso, ha scritto che «voterà repubblicano». Whoopy Goldberg è scattata: «Basta strumentalizzarla, non desidera altro che un’esistenza anonima». Esattamente come Linda Tripp, la nemica che non ha mai più visto. Si è nascosta in Virginia ed è rinata. L’italo americana Rose Carotenuto, il suo nome da nubile, era un’alta funzionario del Pentagono, da cui ha ricevuto un risarcimento danni di 600 mila dollari per essere stata licenziata in seguito allo scandalo. A 58 anni, con un divorzio alle spalle e con un figlio adulto, si è risposata con l’amore della sua adolescenza, l’architetto tedesco Dieter Rausch, e ha aperto con lui un negozio di oggetti natalizi a Middleburg. La chirurgia plastica e i consigli della stilista Yuki Sharoni l’hanno trasformata in una signora attraente. Linda non ha mai spiegato perché abbia tradito Monica. Prima ha addotto ragioni morali, poi l’appartenenza al partito repubblicano, quindi la necessità di proteggersi dalle rappresaglie di Clinton, ma è stata assolta dall’accusa di spionaggio a danno della Casa Bianca.
Al contrario, Kenneth Starr imperversa sulla scena nazionale. Avvocato del grande studio legale Kirkland and Ellis e preside della facoltà di giurisprudenza dell’università Pepperdine, in California. Ormai sessantunenne, l’ex procuratore è la punta di lancia dei repubblicani nelle dispute politiche. Starr, ironia della storia, si è specializzato nella difesa dei molestatori sessuali: il suo protetto più discusso è il miliardario Jeffrey Epstein, sospettato di abuso di divette minorenni. Ed è molto richiesto come conferenziere: il Sexgate, lamentano i clintoniani, è stata la sua fortuna.


Drudge ha un feeling con Hillary
Come per Matt Drudge, padre del Drudgereport, nel ‘98 un foglio elettronico semisconosciuto della destra, oggi un punto di riferimento indispensabile per tutti i media. Vive di «soffiate» dei repubblicani, e nel tentativo di neutralizzarlo i democratici gli hanno contrapposto lo Huffington Report di Arianna Huffington, l’ex vestale greca dei conservatori, oggi una liberal estremamente combattiva. Drudge lo ha preso come la conferma che a soli 45 anni è un gran sacerdote della politica statunitense. Dopo aver quasi distrutto Bill Clinton, adesso Matt sembra propenso a risparmiare Hillary: tra il cronista d’assalto e la ex first lady, anzi, ci sarebbe un certo feeling. Forse l’indiscreto Matt crede che Hillary sarà eletta presidente e lei pensa che avrà bisogno di lui.


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giovedì, 29 novembre 2007

DIECI ANNI DAL SEX GATE

Che fine ha fatto Monica


A dieci anni dal Sexgate, che a Bill Clinton quasi costò la carica di presidente degli Stati Uniti, Monica Lewinsky è rimasta un’ossessione nazionale che aleggia sulla campagna elettorale della ex first lady Hillary. La sua storia ritorna su giornali, radio e tv. Su internet proliferano blog a lei intitolati. I collezionisti danno la caccia agli accessori da lei disegnati tempo fa. E il suo nemico di allora, l’ex speaker della Camera Newt Gingrich, che incriminò Clinton per falsa testimonianza e ostruzione alla giustizia, ammette: «Neppure la figura di Marilyn Monroe si è impressa così nella psiche popolare».

Il muro della press agent
In un decennio Monica e l’America sono cambiate. Lei non cerca più le luci della ribalta dal 2004, quando  pubblicò l’autobiografia La mia vita. E Barbara Hutson, il suo press agent, non cerca più i media per reclamizzarne le iniziative (fallite in maggioranza), ma protegge la sua riservatezza. Gli americani, sebbene sempre spaccati sullo scandalo, non la considerano più una peccatrice, ma incominciano a vedere in lei una vittima. Mentre i Clinton haters, gli odiatori di Clinton, continuano a farla oggetto di barzellette oscene, personalità come la giornalista Barbara Walters e l’attrice Whoopy Goldberg la difendono pubblicamente. Quando possono, glissano pure gli stessi repubblicani, bruciati dai recenti Sexgate dei loro parlamentari.
Lo scandalo fu epocale. A cavallo del 1998, Monica, una stagista di 24 anni della Casa Bianca, iniziò una boccaccesca love story con il presidente Clinton. Il Drudgereport, un giornale on-line, la denunciò e il procuratore speciale Kenneth Starr, un repubblicano che indagava su presunti scandali della first lady Hillary, aprì un’inchiesta. Monica ingenuamente si confidò con la falsa amica, Linda Tripp, che consegnò al procuratore oltre 20 ore di conversazioni telefoniche. Interrogato, Clinton negò di aver fatto sesso con la stagista, ma Monica confessò per evitare il carcere. In un rapporto di 445 pagine al Congresso, Starr disse che il presidente aveva mentito e andava incriminato. La Camera obbedì, ma Clinton fu salvato dal Senato di misura.
Senza rendersene conto, Monica Lewinsky aveva provocato una crisi costituzionale, 25 anni dopo le dimissioni del presidente repubblicano Richard Nixon per il Watergate. Il Paese, traumatizzato, non perdonò Clinton (il suo vicepresidente Al Gore pagò per lui due anni dopo perdendo le elezioni) ma formò quadrato attorno a Hillary, la «leonessa» tradita che sfoderò gli artigli in difesa del marito. La stagista divenne il simbolo del male.
Senonché oggi, l’America sembra riabilitarla. Ha scritto Richard Cohen, columinist del Washington Post: «Il suo fu un errore di gioventù. Lo ha scontato. Merita di rifarsi una vita e di essere lasciata in pace».

Lewinsky e la seconda laurea
Il mutamento di umore del Paese è dovuto all’esemplare condotta di Monica Lewinsky negli ultimi tre anni. Nel 2005, l’ex dama bianca di Clinton si è trasferita in Inghilterra. Lo scorso gennaio ha preso una seconda laurea in psicologia sociale alla London School of Economics. La sua tesi, “Alla ricerca della giuria imparziale: riflessioni sulle conseguenze della pubblicità prima del processo”, è stata un grido di dolore. «L’abbiamo sacrificata sull’altare del maschilismo», ha protestato Cohen. «Un uomo non passa alla storia per una trasgressione sessuale». E ha aggiunto: «Il principale colpevole del Sexgate fu Clinton, ma fu Monica a soffrirne, perché si illuse che il presidente avrebbe lasciato Hillary per lei». L’America deve rispettarla, concude Cohen: «Dove si trova l’uomo coraggioso capace di sposarla?».
Per qualche mese Monica ha cercato un impiego a Londra, poi è ritornata in America. La scorsa estate, era residente a Portland nell’Oregon, alla cui università si era laureata la prima volta nel ’95, l’anno che entrò alla Casa Bianca. Marjorie Skinner, una disegnatrice, l’ha avvistata a Genes, un noto ristorante, e allo Urban grind bar. «Era con un gruppo di vecchi amici dell’università, l’ho trovata simpatica, disinvolta e in forma, una bella donna». Secondo il quotidiano locale, Monica, che a luglio ha compiuto 34 anni, abita in un condominio del Pearl district, il migliore rione cittadino, e lavora al marketing della rivista Mercury Monthly. Barbara Hutson, la sua press agent, rifiuta di svelare se abbia un compagno o un fidanzato.   
Nell’autobiografia La mia vita, l’ex stagista ebbe parole amare per il presidente Clinton: «Quante menzogne, quante ferite», le sue ultime dichiarazioni pubbliche. Monica voleva lasciarsi il Sexgate alle spalle assieme ai fiaschi successivi: le parentesi da stilista, quella di conduttrice alla Fox e il suo infelice monologo a teatro. C’è riuscita. I suoi genitori sono divorziati dall’88, ogni tanto li va a trovare a Los Angeles dove la madre si è risposata. Evita Washington e si astiene dal commentare le elezioni. Con malizia, lo Hill Chronicle, il quotidiano del Congresso, ha scritto che «voterà repubblicano». Whoopy Goldberg è scattata: «Basta strumentalizzarla, non desidera altro che un’esistenza anonima». Esattamente come Linda Tripp, la nemica che non ha mai più visto. Si è nascosta in Virginia ed è rinata. L’italo americana Rose Carotenuto, il suo nome da nubile, era un’alta funzionario del Pentagono, da cui ha ricevuto un risarcimento danni di 600 mila dollari per essere stata licenziata in seguito allo scandalo. A 58 anni, con un divorzio alle spalle e con un figlio adulto, si è risposata con l’amore della sua adolescenza, l’architetto tedesco Dieter Rausch, e ha aperto con lui un negozio di oggetti natalizi a Middleburg. La chirurgia plastica e i consigli della stilista Yuki Sharoni l’hanno trasformata in una signora attraente. Linda non ha mai spiegato perché abbia tradito Monica. Prima ha addotto ragioni morali, poi l’appartenenza al partito repubblicano, quindi la necessità di proteggersi dalle rappresaglie di Clinton, ma è stata assolta dall’accusa di spionaggio a danno della Casa Bianca.
Al contrario, Kenneth Starr imperversa sulla scena nazionale. Avvocato del grande studio legale Kirkland and Ellis e preside della facoltà di giurisprudenza dell’università Pepperdine, in California. Ormai sessantunenne, l’ex procuratore è la punta di lancia dei repubblicani nelle dispute politiche. Starr, ironia della storia, si è specializzato nella difesa dei molestatori sessuali: il suo protetto più discusso è il miliardario Jeffrey Epstein, sospettato di abuso di divette minorenni. Ed è molto richiesto come conferenziere: il Sexgate, lamentano i clintoniani, è stata la sua fortuna.

Drudge ha un feeling con Hillary
Come per Matt Drudge, padre del Drudgereport, nel ‘98 un foglio elettronico semisconosciuto della destra, oggi un punto di riferimento indispensabile per tutti i media. Vive di «soffiate» dei repubblicani, e nel tentativo di neutralizzarlo i democratici gli hanno contrapposto lo Huffington Report di Arianna Huffington, l’ex vestale greca dei conservatori, oggi una liberal estremamente combattiva. Drudge lo ha preso come la conferma che a soli 45 anni è un gran sacerdote della politica statunitense. Dopo aver quasi distrutto Bill Clinton, adesso Matt sembra propenso a risparmiare Hillary: tra il cronista d’assalto e la ex first lady, anzi, ci sarebbe un certo feeling. Forse l’indiscreto Matt crede che Hillary sarà eletta presidente e lei pensa che avrà bisogno di lui.


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mercoledì, 28 novembre 2007

Scena allucinante in un casa di varese

Veglia il padre morto tra feci e rifiuti

Un uomo di 45 anni trovato accanto al cadavere in decomposizione tra una montagna di spazzatura

VARESE - In mezzo a una montagna di rifiuti d’ogni genere, feci, materiale organico in decomposizione, giaceva il corpo privo di vita di un anziano uomo. Accanto, a vegliare il cadavere, c'era il figlio di 45 anni. Uno scenario allucinante che si è presentato agli operatori del 118 quando sono arrivati in una villetta di Cuasso al Monte, un piccolo paese della Valceresio (in provincia di Varese).

UNDICI ANNI - L'uomo deceduto, a quanto pare, non usciva dalla propria abitazione da almeno 11 anni. Ovvero da quando, all’età di 71 anni, era rimasto vedovo. Il figlio è un perito informatico, professione che svolgeva lavorando da casa. A chiedere l'intervento dei soccorritori è stata una vicina, probabilmente messa in allarme dall'odore nauseabondo che proveniva dall'abitazione. Sul posto sono arrivati non solo i carabinieri di Porto Ceresio ma anche i tecnici dell’Asl.

DEGRADO - Nella villetta hanno trovato sacchi dell’immondizia sparsi ovunque. Sul retro una vera e propria discarica, con rifiuti accumulati nel corso degli anni. Eppure mai nessuno si era preoccupato seriamente di quella situazione di degrado. Adesso il figlio del pensionato morto è stato affidato ai servizi sociali. Da un primo esame sembrerebbe che la morte dell'anziano sia dovuta a cause naturali ma probabilmente la Procura di Varese disporrà l'autopsia.


28 novembre 2007

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mercoledì, 28 novembre 2007
100_5190  pescatori
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mercoledì, 28 novembre 2007

Unipol, Forleo sott'accusa
Via all'azione disciplinare

Il pg della Cassazione: giudizi diffamatori sui politici.

Il gip: cronaca di un evento annunciato

Contestata, fra le altre cose, l'ordinanza con cui il magistrato chiese alla Camera di usare le telefonate tra 6 parlamentari e alcuni indagati.
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domenica, 25 novembre 2007

Veltroni rimuove il capo dei vigili urbani

«Il Messaggero»: ha usato il permesso per disabili perso da un'anziana per parcheggiare l'auto in divieto di sosta

Il comandante Giovanni Catanzaro con due vigili urbani della Capitale (Ansa)
ROMA - Walter Veltroni, in qualità di sindaco di Roma, ha rimosso dall'incarico il comandante dei vigili urbani della capitale, Giovanni Catanzaro. Una decisione presa dopo la notizia pubblicata domenica da Il Messaggero, secondo cui Catanzaro avrebbe usato un permesso per disabili, perso da un'anziana, per parcheggiare venerdì sera la sua auto personale in divieto di sosta con rimozione forzata in via della Croce, vicino a piazza di Spagna. Lo avrebbe fatto per andare a mangiare al ristorante.

PERMESSO IRREGOLARE - Sul cruscotto dell'auto, secondo quanto documentato anche con foto dal servizio giornalistico, era esposto un permesso di accesso per disabili che risulterebbe intestato a una signora di 86 anni. Il permesso, sostiene il giornale, è stato rilasciato dal Comune di Roma con n. 69221R, ma non è valido perché ci sarebbe la denuncia di smarrimento della legittima intestataria e comunque non riporta la targa dell'auto del comandante dei vigili.

IN DIVISA DAL 1975 - Catanzaro, che ricopriva il ruolo da oltre un anno, era entrato nel Corpo nel 1975. Per oltre vent'anni ha guidato il gruppo più importante di Roma, quello del centro storico. Prima di assumere l'incarico di comandante è stato per quattro anni vicecomandante con delega ai grandi eventi. Catanzaro era subentrato ad Aldo Zanetti nel maggio 2006.

PLAUSO DALLA CISL - Un plauso per la decisione, «anche se tardiva», arriva a Veltroni dal segretario aggiunto della Cisl polizia municipale Gabriele Di Bella. «È impensabile che proprio chi dovrebbe far rispettare il codice della strada tenga un comportamento immorale che rievoca episodi da Prima Repubblica» ha detto Di Bella. L'esponente della Cisl si dice «fermamente convinto che chi sbaglia deve pagare, perché non può essere consentito a nessuno di noi infangare una divisa che con dignità e decoro indossano quotidianamente migliaia di donne e uomini. Spero che il sindaco trovi il modo per riconoscere che ad oggi deve ancora iniziare la ricostruzione del Corpo». Una posizione non molto diversa dal Sulpm, che denuncia come i vigili di Roma debbano passare dall'immagine del «pizzardone», caricaturata da Christian De Sica in uno spot pubblicitario, a quella dell'agente di polizia municipale (■ Audio: parla il leader romano del Sulpm) .


25 novembre 2007

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venerdì, 23 novembre 2007

Battaglia virtuale contro la sospensione dell'insegnante di Pordenone
Contesa da radio e tv, sostenuta da migliaia di fan, prima nella classifica dei siti più cliccati

Il popolo Internet si mobilita per Madameweb
Deejay e Bbc, tutti parlano della pornoprof


<B>Il popolo Internet si mobilita per Madameweb<br>Deejay e Bbc, tutti parlano della pornoprof</B>

La pornoprof Anna Ciriani

ROMA - Il popolo Internet si mobilita per Madameweb. Dopo la decisione del direttore didattico di sospenderla dall'insegnamento, l'indirizzo dell'insegnante di lettere è tempestata di messaggi di solidarietà. In migliaia protestano sul forum della professoressa di Pordenone, icona hard della rete vietata ai minori. A Radio Deejay, il Trio Medusa ha rivolto un appello agli ascoltatori affinchè convincessero Madameweb ad accettare un'intervista televisiva alle Iene su Italiauno. Persino la Bbc ha mostrato interesse ad intervistare la prof di Pordenone. Fan sfegatati si aggiornano anche sui siti dalla Cina e dall'America.

Gettata la maschera dell'anonimato, ora tutti la cercano. I reportage e video girati al festival a luci rosse berlinese Venus (vedi foto) hanno sbancato la classifica mondiale dei siti web a forte tasso erotico. Mademeweb ha fatto triplicare i contatti nelle ultime 24 ore al blog del professore "Fabioletterario", collega di Madameweb nella scuola media nel Sanvitese. In 30 giorni sono stati oltre 28 mila i contatti sul forum dedicato alla pornoprof: 3 mila 200 messaggi, mille 300 utenti, 32 mila visite ed è solo un bilancio provvisorio.

Dalla Sicilia al Piemonte le chiedono ripetizioni di latino; appuntamenti in ostelli e autogrill o discoteche; dialogo non-stop. Un fedelissimo si propone anche di fare una colletta per sostenere le spese legali che la professoressa dovrà affrontare per fare ricorso al decreto che la sospende dall'insegnamento: "I video a luci rosse nella fiera del sesso a Berlino - spiega il fan - sono girati fuori da scuola. Se ogni datore di lavoro dovesse valutare i dipendenti per quello che fanno fuori, che valore avrebbero competenza e impegno professionale?"

(23 novembre 2007)
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categoria:madameweb
venerdì, 23 novembre 2007

È accaduto in brasile. Il governatore locale: «Punizioni esemplari per i responsabili»

Stuprata in carcere da 20 uomini

Una minorenne rinchiusa in una cella e violentata per un mese in cambio di cibo

Il governatore dello Stato di Parà, Ana Julia Carepa
BRASILIA - A quindici anni è stata rinchiusa in cella per più di un mese assieme ad oltre 20 uomini che l'hanno stuprata ripetutamente, costringendola a subire gli abusi in cambio di cibo. È scandalo in Brasile per una vicenda emersa in seguito alla denuncia dell'organizzazione umanitaria 'Children and Adolescent Defense Center' (Cedeca). Un caso che ha scosso l'opinione pubblica, tanto che il governatore locale, Ana Julia Carepa, ha richiesto «punizioni esemplari» per i responsabili, annunciando l'apertura immediata di un'inchiesta

NESSUNA GIUSTIFICAZIONE - Una storia agghiacciante, stando alle ricostruzioni che sono emerse. La giovane sarebbe finita in carcere per un furto (anche se le accuse nei suoi confronti non sarebbero ancoa del tutto chiare). La cosa certa è che il suo ingresso in una prigione dello stato di Parà si è tramutato da subito in un incubo peggiore di quanto potesse immaginare. «È stata stuprata dal primo giorno dai suoi compagni di cella che avevano da 20 a 34 anni», racconta il Cedeca. La giovane era stata arrestata nella capitale di Parà, Abaetetuba, il 21 ottobre, ed era finita in guardina fino a quando qualcuno non ha informato con una soffiata la stampa. La polizia, secondo il legale dell'adolescente, non ha saputo indicare per quale caso di furto fosse stata imprigionata e si è difesa affermando che non si erano accorti che fosse minorenne. «Ma questa non è una giustificazione. Se avesse avuto 15, 20, 50, 80 o 100 anni non doveva essere rinchiusa con altri uomini», ha dichiarato il governatore.

PRECEDENTI - I media brasiliani riferiscono però che non si tratta del primo caso del genere: in precedenza una ragazza di 23 anni era stata sbattuta in un altro carcere dello stesso Stato per un mese, stavolta con 70 uomini.


23 novembre 2007

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venerdì, 23 novembre 2007
100_5181 nave
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