giovedì, 27 dicembre 2007

L'ATTACCO in pakistan rivendicato da al qaeda. SCONTRI IN TUTTO IL PAESE

Benazir Bhutto uccisa in un attentato

La leader dell'opposizione morta in ospedale dopo essere stata colpita durante un comizio. Almeno altre 20 vittime

ISLAMABAD - Uccisa durante un comizio pre-elettorale, a pochi giorni dal voto dell'8 gennaio. Benazir Bhutto, leader dell'opposizione pachistana, è morta in un attentato suicida avvenuto a Rawalpindi. Nell'attacco hanno perso la vita almeno altre 20 persone. Secondo la ricostruzione della polizia, riferita dalla televisione pachistana Dawn, due attentatori su una moto si sono avvicinati all'auto di Benazir Bhutto e hanno sparato almeno cinque colpi con un fucile mitragliatore Ak75 (kalashnikov), colpendo la leader dell'opposizione alla nuca. I due si sono poi fatti esplodere poco lontano e i soccorsi hanno tardato a raggiungere l'auto della Bhutto perché temevano un'altra esplosione.

LE REAZIONI - Alla notizia della morte di Benazir Bhutto si sono registrati scontri e manifestazioni di protesta in tutto il Pakistan, mentre alcuni dei principali leader mondiali hanno condannato l'attacco, rivendicato da Al Qaeda. Il presidente, Pervez Musharraf, ha rivolto un appello alla calma e ha dichiarato tre giorni di lutto nazionale.


FERITA AL COLLO - In un primo momento, subito dopo l'attentato, era sembrato che la Bhutto fosse rimasta illesa, così come era successo lo scorso ottobre a Karachi. Poco dopo, però, il marito ha reso noto che la leader politica era stata ferita gravemente. Alcuni minuti dopo, la notizia del decesso. E proprio il marito della Bhutto ha lanciato un'accusa esplicita: «È opera del governo» ha affermato Asif Ali Zardari prima di partire da Dubai, dove una parte della famiglia vive in esilio, alla volta del Pakistan.


AL QAEDA - L'attentato è stato rivendicato da Al Qaeda. Secondo quanto ha dichiarato il principale portavoce dell'organizzazione terroristica Sheikh Saeed in un colloquio telefonico da una località sconosciuta con AKI-Adnkronos International, è stato il numero due della rete terroristica, Ayman Al Zawahiri, a ordinare l'uccisione della Bhutto. «Abbiamo eliminato il più importante asset nelle mani degli americani», ha detto lo sceicco. Secondo Sheikh Saeed, l'assassinio è stato realizzato da un militante della cellula terroristica Lashkar-i-Jhangvi del Punjab.

DISORDINI - Dopo la notizia dell'uccisione della Bhutto, si sono verificati incidenti in diverse località pachistane, con scontri e vittime. Migliaia di sostenitori del Partito del popolo (Ppp) dell'ex premier si sono diretti verso l'ospedale di Rawalpindi. I sostenitori della Bhutto hanno attaccato anche la polizia, tirando sassi contro gli agenti. Fuori dall'ospedale di Rawalpindi i 'fedelissimi' della Bhutto hanno iniziato a intonare slogan contro il presidente pakistano Pervez Musharraf. A Karachi, città natale della Bhutto, i sostenitori del Ppp hanno occupato le strade della città, incendiato copertoni e lanciato sassi contro le automobili: negli scontri sarebbero morte dieci persone. Disordini anche a Peshawar, dove la polizia ha usato gas lacrimogeni e manganelli per disperdere una folla inferocita riunitasi spontaneamente.

L'APPELLO DI MUSHARRAF - Il presidente del Pakistan, Pervez Musharraf, ha rivolto un appello alla popolazione. Condannando l'attentato, Musharraf ha chiesto di mantenere la calma per affrontare «questa tragedia e continuare a combattere contro il terrorismo». E per la morte della Bhutto ha dichiarato tre giorni di lutto nazionale.

SHARIF: VOTO DA BOICOTTARE - Ma quanto accaduto a Rawalpindi è destinato a condizionare fortemente le elezioni previste per il prossimo 8 gennaio. L'ex primo ministro Nawaz Sharif, un altro leader dell'opposizione, ha annunciato che il suo partito, la Lega musulmana del Pakistan, boicotterà il voto. Sharif ha inoltre invitato Musharraf a dimettersi immediatamente.


27 dicembre 2007

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giovedì, 27 dicembre 2007

Sono nel monastero cistercense di Vittorio Veneto, uno dei pochi femminili
Un permesso unico per gli scatti, poi il ritorno alla vita di lavoro e meditazione

Il calendario delle suore di clausura
foto "esclusive" per il convento


<B>Il calendario delle suore di clausura<br>foto "esclusive" per il convento</B>
Trentadue monache di clausura in posa per un calendario. Mentre pregano, lavorano in cucina, sono a bordo di un trattore nei campi, stirano e rammendano abiti talari. Sono le suore del monastero Cistercense di Vittorio Veneto (in provincia di Treviso), che per un giorno hanno aperto le porte del loro monastero al fotografo Francesco De Bastiani. Nel mese di giugno, si vede la madre badessa, suor Maria Rosaria Saccol, immersa nella lettura di un testo e nel contempo una bella immagine di gruppo insieme a papa Giovanni Paolo II, e poi decine di altre immagini, distribuite per i vari mesi.

Il calendario si intitola "Ora et Labora" ed è distribuito a tutti i visitatori del convento. Non c'è prezzo di copertina, l'offerta è libera. L'iniziativa è promossa dal comitato spontaneo per la difesa del monastero.
L'occasione è il centenario, nel 2008, della data d'acquisto del convento da parte delle religiose. "Le foto - spiega De Bastiani - le ho scattate in una occasione particolare, quando le religiose hanno concesso l'ingresso a me e alle telecamere della trasmissione televisiva Geo&Geo di Raitre, per intervenire in difesa del convento e del suo territorio contro alcune speculazioni edilizie".

Da lì è nata l'idea del calendario, che è piaciuta molto alle monache, abituate a una vita ritirata e riservata fatta di preghiera e lavori all'interno delle mura del monastero cistercense femminile, uno dei pochi rimasti in Italia. A criticare l'iniziativa il sindaco leghista di Vittorio Veneto, Giancarlo Scottà, già in polemica con le suore, proprio per la vicenda di alcuni terreni dove l'amministrazione vorrebbe costruire.

Il primo cittadino annuncia che scriverà al vescovo e direttamente al Papa, per salvaguardare la clausura "un patrimonio anche per la città". E le suore? Continuano la vita di sempre e non rispondono alle polemiche. Si alzano tutte le mattine alle cinque per la preghiera mattutina. Seguono lavori nelle officine del monastero: la confezione delle particole, il restauro del ricamo, la pittura di icone sacre, la confezione di biancheria, la stireria. E poi la cura dell'orto e della vigna. Producono anche vino.
Dopo mangiato, un'ora di ritiro nelle celle, alle 14,20 suona di nuovo la campana che chiama al lavoro, fino alle 16,30. Poi è il momento del canto dell'ora di nona, seguito dalla recita del rosario. Alle 18 la santa messa conventuale nella cappella del monastero. Seguita dal canto dei vespri. La cena, in silenzio, è alle 19,30. Ascoltano una lettrice leggere un libro. Mezz' ora di ricreazione, ogni giorno, tra le 20,15 e le 20,45. Poi alle nove di sera, si ritirano nelle celle.

(26 dicembre 2007)
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giovedì, 27 dicembre 2007
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martedì, 25 dicembre 2007

Scivola sulle cacche dei piccioni,
risarcito con 6 milioni di dollari

Si era rotto l'osso del collo sui gradini sporchi di una stazione, ora l'amministrazione dovrà pagarlo

NEW YORK - Si era rotto l'osso del collo scivolando sulle cacche di piccione sui gradini d'ingresso a una stazione della metropolitana di New York e ne ha sofferto le conseguenze per anni, ma ora è stato ripagato con gli interessi.

MAXI-RISARCIMENTO - L'amministrazione della metropolitana newyorchese è stata condannata a pagare 6 milioni di dollari di risarcimento a un ex portiere di condominio, per aver omesso di pulire le scale dagli escrementi degli uccelli. Shelton Stewart, 56 anni, ha raccontato al New York Post di aver trascorso anni d'inferno dopo l'incidente, avvenuto nel 1998. Con la schiena a pezzi e una frattura al collo, a suo dire curata male, per oltre cinque anni Stewart ha avuto seri problemi di mobilità. L'uomo scivolò sugli escrementi mentre scendeva verso una stazione della metropolitana nel Bronx. Con i soldi che presto gli saranno versati, ha detto, comprerà una casa e porterà figli e nipotini a Disney World.


25 dicembre 2007

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lunedì, 24 dicembre 2007

LE ACCUSE: «HANNO Scaricato o posseduto materiale porno con bambini»

Pedofilia in Germania, 12mila indagati

Max-inchiesta avviata in tutto il Paese in seguito alla denuncia di un provider di Berlino

BERLINO - La più grande retata mai compiuta contro una rete di pedofili ramificata in tutto il mondo è in atto in Germania. Peter Vogt, procuratore di Halle, nel land orientale della Sassonia-Anhalt, ha confermato all'emittente televisiva pubblica «Mdr» che nel mirino delle autorità ci sono oltre 12 mila pedofili, accusati di aver «scaricato o posseduto materiale pornografico con bambini». Le autorità tedesche hanno già effettuato numerosi sequestri di materiale pedopornografico, mentre altre perquisizioni sono ancora in corso o in attesa di essere eseguite. L'azione condotta dalle autorità tedesche contro i pedofili attivi su internet porta il nome in codice di «Himmel», cielo.

INDAGINI - Le indagini sono in corso da mesi e riguardano 70 Paesi. Solo in Sassonia-Anhalt gli inquirenti hanno scoperto 300 pedofili, mentre 1700 sono le denunce scattate nel Baden-Wuerttemberg. Nei mesi scorsi a cadere nella rete degli inquirenti era stato Reinhard Rumprecht, borgomastro di Merseburg, nella Sassonia-Anhalt, che aveva rassegnato le dimissioni dopo essere stato condannato a 8mila euro di multa per possesso di materiale pedopornografico. A permettere di scoprire la vastissima rete di pedofili è stato un provider di internet, che ha segnalato alle autorità un enorme traffico di dati informatici


24 dicembre 2007

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categoria:pedofilia
lunedì, 24 dicembre 2007

macabra scoperta nella notte da parte dei carabinieri di treviso

Iole Tassitani uccisa e fatta a pezzi

Il cadavere ritrovato in un garage a Bassano del Grappa. Arrestato il proprietario, un falegname

Iole Tassitani
TREVISO - Uccisa e fatta a pezzi. È morta così Iole Tassitani, la figlia del notaio di Castelfranco Veneto rapita dodici giorni fa. La macabra scoperta nella tarda notte quando poco dopo l'una il nucleo operativo dei Carabinieri di Treviso e i Ros sono entrati in un garage di Bassano del Grappa e in tre enormi sacchi neri dell'immondizia hanno trovato il cadavere della donna a brandelli. Arrestato il proprietario del garage, Michele Fusaro, 41 anni, falegname in una ditta della zona. Gli inquirenti lo tenevano d'occhio da giorni: sarebbe stato lui a inviare la richiesta di riscatto di 800 mila euro attraverso un sms, partito da uno dei telefoni della donna rapita e ricevuto dalla famiglia Tassitani mercoledì scorso.

BLITZ - Il blitz dell'Arma era pronto già da giorni ma solo ieri è stato dato il via libera dalla Dia di Venezia. Alle 15 si è tenuto un vertice operativo per decidere le fasi dell'intervento che è scattato alle 23. Fusaro è stato prelevato e portato in caserma dove è stato interrogato per circa due ore. Attorno all'una è stato deciso di procedere a una perquisizione nella casa e nel garage dell'uomo dove è stato trovato il cadavere della donna quasi certamente uccisa poco dopo il suo sequestro.

L'ARRESTATO - L'uomo, portato nel penitenziario di Vicenza, non ha confessato l'omicidio. Oggi sarà nuovamente sentito dai magistrati.Fusaro viveva da solo da quando si era separato alcuni anni fa dalla moglie. Abitava a Bassano del Grappa in una palazzina di via Carducci, di quattro piani. I garage sono sotto lo stabile, interrati, ed è in uno di questi, di proprietà dell'uomo, che Iole Tassitani è stata sezionata. Quanto è rimasto del corpo è stato portato al centro di medicina legale di Padova, dove è previsto forse già in giornata un esame autoptico. Secondo un primo esame medico-legale la donna potrebbe essere stata uccisa lo stesso giorno nel quale era scomparsa da Castelfranco Veneto.

IL SUO TELEFONO NEL PC DELLA DONNA - Fusaro nel tempo libero faceva il piazzista: vendeva accessori per la casa, pentole e padelle. Potrebbe aver in questo modo conosciuto Iole: suonando il campanello dell'appartamento di Iole per vendere una pentola. Bassano del Grappa, nonostante sia in provincia di Vicenza, non dista molto da Castelfranco Veneto (Treviso). Il numero di telefono di Fusaro infatti è stato trovato nella memoria di un pc della donna. Come poi, da una vendita porta a porta, l'uomo sia arrivato a maturare la scelta di mettere in atto un sequestro di persona è ancora oggetto di indagine.

INDAGINI - Resta da capire se si sia trattato di un sequestro a scopo di estorsione pianificato da tempo o se tutto sia maturato all'ultimo minuto. E anche se Fusaro abbia avuto dei complici. «È ancora da vedere se sia un sequestro organizzato come tale e finito male - ha detto il comandante dei Ros, Giampaolo Ganzer- o un qualcosa che si proponeva anche, e questo è certo, di ottenere un riscatto ma prevedendo già in ogni caso la soppressione della vittima. In ogni caso, ha aggiunto, mi sembra sia difficile che un soggetto possa avere fatto tutto da solo».

CITTA' A LUTTO - È stato il colonnello Paolo Nardone, comandante dei Carabinieri di Treviso, a informare la famiglia Tassitani che proprio ieri aveva chiesto il silenzio stampa assoluto. «La città è ferita, questa è una prova durissima» sono state le parole del sindaco di Castelfranco Veneto, Maria Gomierato, dopo aver fatto visita alla famiglia. «Siamo tutti increduli e sconvolti» ha aggiunto. Gomierato ha detto di aver trovato la famiglia «estremamente provata per il troppo dolore». In merito alle iniziative dell'amministrazione cittadina, il sindaco ha ribadito che, come già preannunciato, le luminarie natalizie rimarranno spente su tutto il territorio comunale.


24 dicembre 2007

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lunedì, 24 dicembre 2007
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domenica, 23 dicembre 2007
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sabato, 22 dicembre 2007

Le stravaganti lezioni di Walter Lewin ora anche in internet

Che fisico questo professore!

Al Mit di Boston mette in gioco anche la sua incolumità per dimostrare i principi fondamentali della fisica

Il pendolo umano del prof. Lewin
Di solito, una lezione di fisica è tutto tranne che divertente e, fra lavagne piene zeppe di formule, docenti pomposi (e noiosi) e tomi alti una spanna, lo sbadiglio è sempre in agguato. Ma se il professore in questione si chiama Walter Lewin, allora il discorso cambia radicalmente e un corso di meccanica classica al prestigioso Mit (Massachusetts Institute of Technology) può pure diventare un vero e proprio spasso, complici l’anticonformismo del 71enne insegnante olandese (mescolato a un pizzico di pazzia) e il cyberspazio.

STRAVAGANTE - Grazie al progetto Open Course Ware, infatti, le lezioni di Lewin (così come quelle di altri docenti) sono disponibili gratuitamente sul sito del Mit, ma anche su Youtube, dove il simpatico professore dai capelli bianchi spopola con i suoi esperimenti al limite dello stravagante. Non solo. Per molti mesi, il suo seguitissimo corso di meccanica classica è stato anche il più scaricato su iTunes U, la sezione dedicata all’insegnamento universitario del celebre sito di musica online, tanto che il New York Times gli ha dedicato un ampio articolo, con tanto di foto in cui Lewin è immortalato mentre, appeso a un cavo, si fa dondolare in classe per spiegare agli studenti le proprietà dell’isosincronismo. Da qui, il soprannome di «professor pendolo» che da allora lo accompagna e che lo ha reso una vera e propria istituzione del web, visto che le sue lezioni fanno proseliti in ogni parte del mondo e che ogni giorno Lewin riceve decine di email da studenti, gente comune e persino accademici, tutti entusiasti dei suoi metodi magari un tantino sopra le righe, ma tremendamente efficaci.

COMPLIMENTI - «I tuoi video sono fonte di ispirazione», gli ha scritto un diciassettenne indiano, «e grazie a loro ho scoperto quanto sia meravigliosa la fisica». «Lei è il mio padre scientifico», gli ha confessato un collega iracheno. «Nonostante l’occupazione e la guerra contro il mio amato Iraq, lei mi ha fatto amare gli Stati Uniti, perché lei abita lì e lì c’è il Mit». «In ogni passo che faccio sento una nuova energia», gli ha scritto un 62enne fiorista di San Diego, «e guardo il mondo con gli occhi dorati della fisica». Insomma, un autentico trionfo per questo simpatico vecchietto che sfida le leggi della fisica (e quelle della carta d’identità) per dimostrare le sue convinzioni, senza perdere un briciolo di ironia. Manco fosse un consumato showman.

SFIDA - «Sono talmente convinto della validità dell’energia meccanica», ha spiegato agli attoniti studenti durante l’esecuzione del famoso esperimento del pendolo, « da mettere in gioco la mia stessa vita. Non è uno scherzo. Se non dovesse funzionare, vorrà dire che questa sarà la mia ultima lezione». Così non è stato. Alla fine, il «pendolo umano» ha retto e Lewin ha dato appuntamento a tutti al mercoledì successivo, quando ha spiazzato ancora una volta l’uditorio correndo su un triciclo alimentato da un estintore per dimostrare come decollano i razzi. Fra le sue migliori performance (in genere, ci mette 25 ore a preparare una lezione, coreografie comprese), è ormai un cult della rete il video in cui frusta uno studente con una pelle di gatto per dimostrare le proprietà dell’elettrostatica, come pure quello in cui, vestito stile «turista tedesco a un safari» (con tanto di pantaloncini corti, sandali, calzino ed elmetto coloniale), spara una pallina da golf da un cannone contro una scimmia di peluche, protetta da un giubbotto antiproiettile, per spiegare la traiettoria degli oggetti in caduta libera. «Insegnare è la mia vita», ha spiegato Lewin al New York Times, «ma ho capito che i ragazzi devono imparare ad amare la scienza e io devo fare in modo che ci riescano. Questo è il mio obiettivo e per raggiungerlo, la chiarezza è fondamentale».


22 dicembre 2007

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sabato, 22 dicembre 2007

E un'amica della giovane vittima: a Stasi piaceva guardare immagini hard

«Pedofilia? Chiara si sarebbe infuriata»

Parla la madre della ragazza uccisa ad agosto nella villetta di Garlasco: «Non è l'Alberto che ho conosciuto io»

GARLASCO (Pavia) — La mamma di Chiara sospira. Ancora una volta fatica a crederci. Ma è davvero l’Alberto che ho conosciuto io? si chiede. Alberto Stasi, il fidanzato di sua figlia, uccisa a Garlasco il 13 di agosto, non soltanto è l’unico indagato per l’omicidio: da due giorni è inquisito anche per detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico. E lei, la signora Rita, non riesce nemmeno a immaginare quello spilungone un po’ timido davanti a un’immagine o a un filmato così carico d’infamia. È rimasta senza fiato quando il suo avvocato, Gian Luigi Tizzoni, le ha raccontato del nuovo capo d’imputazione. «Bambini? Ma, avvocato, anche questa adesso... ».

Rita ha ripensato a Chiara, al suo carattere. «Se davvero le cose stanno così, se veramente è stato questo il motivo che ha scatenato tutto...». È come vederla, Chiara, fuori di sé dalla rabbia per aver scoperto quel segreto così scandaloso del suo innamorato. «Io lo so com’era la mia Chiara» pensa ora sua madre. «Non lo avrebbe mai perdonato, non avrebbe mai fatto passare una cosa così. Si sarebbe arrabbiata moltissimo».

Adesso, dopo che la nuova accusa contro Alberto è sulle bocche di tutti, a Garlasco c’è qualcuno che si lascia scappare dettagli finora negati in ore di interrogatori davanti ai carabinieri. Una delle più care amiche di Chiara, per esempio. È una delle oltre cento testimonianze raccolte subito dopo il delitto. Sua madre aveva rivelato agli inquirenti che la ragazza, saputo dell’omicidio, non aveva contenuto la sua ira: «È stato quel bastardo, è stato lui» aveva urlato, riferendosi ad Alberto.

Gli investigatori decisero di battere quella pista ma lei sminuì tutto: «È vero, l’ho detto ma era solo un pensiero». Ieri, invece, è stata ancora una volta sua madre a precederla in una nuova rivelazione: «Mia figlia aveva ricevuto una confidenza. Chiara le aveva detto della mania di Alberto di guardare immagini hard e aveva anche aggiunto: se lui non cambia, lo dico a suo padre». Ma il riferimento alla «mania» di Alberto era per le foto osé di adulti, non per materiale pedopornografico.

Dalla relazione dei Ris sul computer del ragazzo emergono anche i tempi della consultazione proibita: l’ultima volta intorno al 20 luglio, mentre Alberto era a Londra per un viaggio studio assieme a un amico. Anche se sono state comunque recuperate dalla memoria, tutte le immagini erano state cancellate.


22 dicembre 2007

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