L'ATTACCO in pakistan rivendicato da al qaeda. SCONTRI IN TUTTO IL PAESE
Benazir Bhutto uccisa in un attentato
La leader dell'opposizione morta in ospedale dopo essere stata colpita durante un comizio. Almeno altre 20 vittime
ISLAMABAD - Uccisa durante un comizio pre-elettorale, a pochi giorni dal voto dell'8 gennaio. Benazir Bhutto, leader dell'opposizione pachistana, è morta in un attentato suicida avvenuto a Rawalpindi. Nell'attacco hanno perso la vita almeno altre 20 persone. Secondo la ricostruzione della polizia, riferita dalla televisione pachistana Dawn, due attentatori su una moto si sono avvicinati all'auto di Benazir Bhutto e hanno sparato almeno cinque colpi con un fucile mitragliatore Ak75 (kalashnikov), colpendo la leader dell'opposizione alla nuca. I due si sono poi fatti esplodere poco lontano e i soccorsi hanno tardato a raggiungere l'auto della Bhutto perché temevano un'altra esplosione.
LE REAZIONI - Alla notizia della morte di Benazir Bhutto si sono registrati scontri e manifestazioni di protesta in tutto il Pakistan, mentre alcuni dei principali leader mondiali hanno condannato l'attacco, rivendicato da Al Qaeda. Il presidente, Pervez Musharraf, ha rivolto un appello alla calma e ha dichiarato tre giorni di lutto nazionale.
FERITA AL COLLO - In un primo momento, subito dopo l'attentato, era sembrato che la Bhutto fosse rimasta illesa, così come era successo lo scorso ottobre a Karachi. Poco dopo, però, il marito ha reso noto che la leader politica era stata ferita gravemente. Alcuni minuti dopo, la notizia del decesso. E proprio il marito della Bhutto ha lanciato un'accusa esplicita: «È opera del governo» ha affermato Asif Ali Zardari prima di partire da Dubai, dove una parte della famiglia vive in esilio, alla volta del Pakistan.
AL QAEDA - L'attentato è stato rivendicato da Al Qaeda. Secondo quanto ha dichiarato il principale portavoce dell'organizzazione terroristica Sheikh Saeed in un colloquio telefonico da una località sconosciuta con AKI-Adnkronos International, è stato il numero due della rete terroristica, Ayman Al Zawahiri, a ordinare l'uccisione della Bhutto. «Abbiamo eliminato il più importante asset nelle mani degli americani», ha detto lo sceicco. Secondo Sheikh Saeed, l'assassinio è stato realizzato da un militante della cellula terroristica Lashkar-i-Jhangvi del Punjab.
DISORDINI - Dopo la notizia dell'uccisione della Bhutto, si sono verificati incidenti in diverse località pachistane, con scontri e vittime. Migliaia di sostenitori del Partito del popolo (Ppp) dell'ex premier si sono diretti verso l'ospedale di Rawalpindi. I sostenitori della Bhutto hanno attaccato anche la polizia, tirando sassi contro gli agenti. Fuori dall'ospedale di Rawalpindi i 'fedelissimi' della Bhutto hanno iniziato a intonare slogan contro il presidente pakistano Pervez Musharraf. A Karachi, città natale della Bhutto, i sostenitori del Ppp hanno occupato le strade della città, incendiato copertoni e lanciato sassi contro le automobili: negli scontri sarebbero morte dieci persone. Disordini anche a Peshawar, dove la polizia ha usato gas lacrimogeni e manganelli per disperdere una folla inferocita riunitasi spontaneamente.
L'APPELLO DI MUSHARRAF - Il presidente del Pakistan, Pervez Musharraf, ha rivolto un appello alla popolazione. Condannando l'attentato, Musharraf ha chiesto di mantenere la calma per affrontare «questa tragedia e continuare a combattere contro il terrorismo». E per la morte della Bhutto ha dichiarato tre giorni di lutto nazionale.
SHARIF: VOTO DA BOICOTTARE - Ma quanto accaduto a Rawalpindi è destinato a condizionare fortemente le elezioni previste per il prossimo 8 gennaio. L'ex primo ministro Nawaz Sharif, un altro leader dell'opposizione, ha annunciato che il suo partito, la Lega musulmana del Pakistan, boicotterà il voto. Sharif ha inoltre invitato Musharraf a dimettersi immediatamente.
27 dicembre 2007










