giovedì, 31 gennaio 2008

BIOLOGIA RIPRODUTTIVA

Fecondazione, l'ultima sfida: presto
sperma dal midollo osseo delle donne

Una ricerca ai primi stadi di scienziati britannici apre inquietanti scenari. Lo scrive il New Scientist

LONDRA - Scienziati inglesi dell’università di Newcastle Upon Tyne, avrebbero trovato un modo per trasformare le cellule staminali del midollo osseo femminile in spermatozoi. Alla

Celule staminali (Ap)
scoperta dedica spazio il settimanale britannico New Scientist. Il professor Karim Nayernia, che guida l’equipe, sarebbe pronto a iniziare gli esperimenti entro i prossimi mesi, a patto, ovviamente, di avere le necessarie autorizzazioni, e si dice certo di potere produrre le prime cellule spermatiche femminili entro due anni. Lo sperma maturo, capace di fertilizzare gli ovuli, richiederà invece almeno tre anni di esperimenti. Una sorta di «primo stadio» dello sperm da cellule midollari sarebbe già stato prodotto bombardando le staminali del midollo osseo di topi con vitamine e altri composti chimici. Secondo gli scienziati la scoperta potrebbe rappresentare una tappa fondamentale nella lotta contro l’infertilità. C’è solo un piccolo particolare che va tenuto presente: i bambini nati in questo modo potrebbero essere esclusivamente di sesso femminile, perchè nella riproduzione non entrerebbe in gioco il cromosoma Y, che è patrimonio esclusivo dei maschi.

PROSPETTIVE INQUIETANTI - Ma gli scenari aperti da questa scoperta, anche a livello etico, possono diventare inquietanti: le ricerche potrebbero consentire a una donna di aver un bambino «tutta da sola», grazie allo sperma prodotto dalle cellule del proprio midollo osseo e ai propri ovuli. E la cosa potrebbe verificarsi anche per un uomo, che potrebbe produrre similarmente le cellule uovo dal proprio midollo osseo. In entrambi i casi si tratterebbe di ipotesi ad alto rischio di anomalie genetiche.

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mercoledì, 30 gennaio 2008

L'attrice ha parlato a Vanity Fair delle immagini di sesso con nanni moretti

Isabella Ferrari: «In Caos calmo
la scena più forte della mia carriera»

«Abbiamo girato, con assoluta verità e realismo: un unico piano sequenza, senza stop, di quattro minuti»

Isabella Ferrari
MILANO - Isabella Ferrari parla per la prima volta a Vanity Fair della scena più attesa di "Caos calmo", tratto dal best seller di Sandro Veronesi. «C’era una scena di sesso tra il mio personaggio e quello di Nanni Moretti. Nel copione, però, non era descritta. Durante le riprese non se ne parlava mai. Ad Antonello Grimaldi avevo provato a chiedere: Devo baciarlo veramente? Ma lui, invece di rispondere, era sfuggente. Finché, la sera prima di girare la scena, andiamo tutti a mangiare in un ristorante sul lungomare di Sabaudia. Mentre siamo in macchina, Nanni, che è al volante, frena di colpo e dice: "E certo che ci dobbiamo baciare in bocca"». Anche se il film sarà nelle sale solo a partire dall’8 febbraio e il 13 in concorso al Festival di Berlino, da mesi si parla di questa scena.

I DUE PROTAGONISTI - Primo, perché è piuttosto spregiudicata (un atto di SODOMIA, con protagonista Moretti e l'amante Isabella Ferrari). Secondo, perché non sono attori qualsiasi quelli scelti per interpretare i personaggi di Pietro Paladini, il protagonista, e di Eleonora Simoncini, la donna che Pietro, all’inizio della vicenda, salva in mare nel momento esatto in cui sua moglie, a casa, sta morendo. Moretti non è solito mostrarsi nudo, e neppure in scene erotiche. Isabella Ferrari, sex symbol del cinema nazionalpopolare durante l’adolescenza (a 17 anni era Selvaggia nel film dei Vanzina Sapore di mare), passati i quarant’anni vive una seconda carriera come interprete di film d’autore: l’abbiamo vista l’anno scorso in Saturno contro di Ozpetek, che l’ha voluta, questa volta come protagonista, anche nel nuovo film appena girato, Un giorno perfetto (tratto dal romanzo di Melania Mazzucco).



«LA SCENA PIU' FORTE DELLA MIA CARRIERA» - Come è andata a finire con Moretti e la scena di sesso? «Una volta sul set, non abbiamo fatto prove. Io sono andata subito al trucco, evitando gli altri. Quando è arrivato il momento, sono usciti tutti dalla sala. Siamo rimasti solo io, Nanni e un operatore. Abbiamo fatto una prova tecnica, poi abbiamo girato, con assoluta verità e realismo: un unico piano sequenza, senza stop, di circa quattro minuti». La tensione si era sciolta? «C’è sempre tensione in momenti come quelli. Io, poco prima, mi ero fatta una vodka, Nanni un paio di birre. È stata senza dubbio la scena più “forte” della mia carriera, e non nego che mi ha lasciato un segno. Non a caso non mi sono ancora voluta rivedere. Anche adesso che il film è pronto, rimando continuamente il momento. Però penso che io e Nanni siamo stati bravi, artisti veri. Non ho mai avuto la sensazione di avere Moretti accanto a me, mi avrebbe fatto soggezione dal punto di vista intellettuale. Quello per me era Pietro Paladini. E io ero Eleonora».

NEL CAST ANCHE ROMAN POLANSKY - Che Nanni Moretti fosse il protagonista del nuovo film era noto, ma ora il mensile di cinema Ciak ha svelato che nel cast c'è anche il regista di Rosemary's Baby Roman Polansky. Polansky è Steiner, il megaboss per cui lavora Nanni Moretti nel film, e nelle foto di scena pubblicate da Ciak, si vede la sequenza in cui Moretti riceva la visita del suo capo. Dopo l'arrivo in Rolls Royce, come nel romanzo di Sandro Veronesi da cui è tratto il film, segue una lunga passeggiata dei due personaggi nell'atmosfera autunnale. È la prima volta che i due autori si ritrovano fianco a fianco sul grande schermo.


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categoria:sodomia
martedì, 29 gennaio 2008

La commissione tributaria: Legittimo l'uso delle foto satellitari

A caccia di evasori con Google Earth

Scovati a Pisa sei proprietari di rimessaggi di barche e yacht che denunciavano solo 3mila euro annui

PISA – L'idea, stellare, è venuta al direttore dell'agenzia delle entrate di Pisa, la città di Galileo Galilei, e ai tre funzionari del gruppo "analisi e ricerca", l'intelligence dell'ufficio. Davanti al computer, dopo aver scaricato GoogleEarth - il software via Internet che permette di guardare il mondo con le foto dei satelliti - gli 007 del fisco hanno pensato che quelle mappe digitali, completamente gratuite, sarebbero state eccellenti per scovare gli evasori. Così hanno deciso di utilizzarle nelle indagini. Iniziando, come prima missione, a scrutare dall'alto il business di alcune decine di proprietari di rimessaggi di barche e piccoli yacht alla foce dell'Arno. Imprenditori che avevano denunciato all'erario una media 3 mila euro annui a testa, peggio di un'azienda in via di fallimento. Grazie agli occhi elettronici dei satelliti e alla Rete, il gruppo è riuscito a incastrare i primi sei presunti evasori. L'apoteosi del fisco satellitare? Macché, uno dei sospettati ha fatto ricorso, sostenendo l'illegittimità di accertamenti fiscali con GoogleEarth. Ma ha perso. Clamorosamente. Perché «nel nome del popolo italiano» la commissione tributaria di Pisa ha dato ragione all'ufficio delle entrate e al suo direttore scova evasori dalle stelle, al secolo Francesco Costantino, 55 anni, calabrese, 32 anni di servizio onorato. Una sentenza, quella pisana, destinata a provocare una rivoluzione negli accertamenti fiscali e ad estendere il grande occhio elettronico del fisco agli uffici delle entrate di altre città.

STRUMENTO - «GoogleEarth è stato uno strumento importante per il nostro lavoro – spiega il direttore Costantino – perché, senza far spendere un euro in più all'amministrazione, ci ha fatto risparmiare tempo e soprattutto ci ha consentito di agire con precisione». I primi accertamenti sono scattati lo scorso anno. Nel mirino del fisco 35 rimessaggi alla foce del fiume Arno, a Marina di Pisa, decine di barche ospitate, un giro di affari presumibilmente appetibile. Invece nel 2003 i gestori avevano denunciato complessivamente 108 mila euro, una media di poco più di 3 mila euro a testa. Annui, ovviamente. «Con GoogleEarth c'è la possibilità di avere anche un database storico delle fotografie satellitare – spiegano all'agenzia delle entrate pisana – e dunque è stato possibile mettere a confronto il numero di imbarcazioni presenti nei rimessaggi in date diverse. Poi, sono stati fatti accertamenti sul numero di fatture emerse».

CONTROLLI - Le prime verifiche hanno evidenziato palesi irregolarità. Un gestore, che per esempio aveva denunciato una perdita, in realtà aveva un imponibile di 64 mila euro. Ma il "Grande fratello fiscale" non si è fermato qui. Fotografando le imbarcazioni sono stati avviati accertamenti anche sulla congruità dei redditi denunciati dai loro proprietari. All’agenzia delle entrate di Pisa le bocche sono cucitissime e nessuno vuole rivelare le prossime mosse. Che potrebbero estendere gli accertamenti con GoogleEarth non solo alle imbarcazioni, ma agli stabilimenti balneari della costa per controllare, per esempio, quanti sono gli ombrelloni utilizzati in estate e da qui cercare di capire il reale giro di affari del gestore a volte, dicono i maligni, un po’ apatico con il fisco. C'è anche un "piano potenziamento". Riservato, pure questo. Se, come prevedibile dopo la sentenza pisana, il sistema sarà allargato ad altri uffici delle entrate, si potrà utilizzare GoogleEarth professional, versione più "sofisticata" in grado di aiutare meglio i servitori dello Stato. E magari di dimostrare che quella barchetta denunciata in realtà è un panfilo da nababbi.

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martedì, 29 gennaio 2008

Su internet anche alcuni comitati di sostegno

Il trader diventa una stella del web

Si moltiplicano i siti Internet e i forum dedicati al broker
che ha messo in ginocchio la banca francese

Jerome Kerviel
PARIGI – Rischia fino a sette anni di carcere e 750mila euro di multa, ma Jerome Kerviel, il trader che ha messo in ginocchio la Société Générale, in meno di quattro giorni è diventato il nuovo re di Internet. Giovedì scorso, quando è stata resa pubblica l'identità di Kerviel, i motori di ricerca davano solo una decina di risultati. Oggi, Google ne propone 507mila. Un balzo da vera star. Gerard Depardieu si ferma a 213mila.

WIKI – Su Facebook sono spuntati cinque profili. Falsi, ovviamente. Immediato anche l'inserimento su Wikipedia, in francese e inglese, ma anche spagnolo, tedesco, norvegese, danese, olandese e pure cinese. Senza contare i comitati di sostegno, spuntati sotto forma di blog e siti veri e propri. Alcuni, già in vendita.

CRUISE – E poi, non mancano le parodie, grande specialità della rete. C'è chi prende in giro lo spot più recente della banca e chi si diletta in fotomontaggi, sfruttando la vaga somiglianza del trader con Tom Cruise. Infine, i forum. Kerviel è al centro di ogni tipo di dibattito dove viene definito anche come il «Che Guevara della finanza» il« James Bond della Societé Générale», l'«Harbey Oswald versione camembert» o ancora il «Bin Laden della borsa». Un eroe, insomma. I veri fan possono anche comprarsi le magliette. Basta un click.
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lunedì, 28 gennaio 2008


Scozia: agorafobico esce di casa per la prima volta dopo 30 anni e muore

Duncan Gibb, un 49enne, era rimasto in casa da quando ne aveva 18, ammalatosi a seguito di un'aggressione

EDINBURGO (SCOZIA) - Non si sa perchè l'abbia fatto, ma la scelta gli è costata la vita. Dopo trent'anni in casa esce e muore. Duncan Gibb, 49enne di Montrose, paese nei pressi di Angus, Scozia, si era ammalato di depressione e agorafobia - il terrore degli spazi aperti - in seguito ad un'aggressione patita quando aveva 18 anni. Da allora non aveva più varcato l'uscio di casa. «Aveva giurato che non sarebbe più uscito, e ha mantenuto la parola per 30 anni», ha dichiarato la madre Christina Gibb al Daily Telegraph. «Si teneva occupato: aveva una grande televisione e ascoltava tanta musica. Non posso credere che sia uscito così, senza dire nulla». Gibb è morto in circostanze che non vengono ritenute «sospette» dalla polizia e nessuno è stato iscritto sul registro degli indagati.



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venerdì, 25 gennaio 2008

IN RETE GIUDIZI NON PROPRIO COMPRENSIVI NEI CONFRONTI DELLA RAGAZZA

«Cara mamma, ho già avuto 50 amanti»

In tv la rivelazione choc di una 18enne inglese. Il "sordido passato" dai sedici ai diciotto anni

Cheryl Tunney
MILANO - Cheryl Tunney ha solo 18 anni. Ma con le sue rivelazioni in tv è riuscita a sollevare un vero e proprio polverone in tutta la Gran Bretagna. Il motivo? La confessione choc fatta alla madre Debbie, 43 anni, durante una puntata della serie della Bbc3 «Sex...with Mum and Dad»: dai sedici ai diciotto anni Cheryl ha avuto cinquanta amanti. E anche se ha giurato di aver chiuso con le storie di sesso da una notte e basta, con uomini di cui spesso la teenager non ricordava neanche più il nome, incontrati il più delle volte su Internet, le sue parole hanno comunque lasciato allibita la madre Debbie. La donna, che ascoltava attonita il racconto bollente della figlia, l'ha lasciata a sua volta letteralmente di stucco quando ha rivelato di aver avuto invece solo tre uomini in tutta la sua vita.

«STUPID YOUNG WOMAN» - Cheryl ha raccontato anche di abusi quotidiani per strada e di continui insulti al suo indirizzo, come riferisce il quotidiano britannico Daily Mail. Ora il "sordido passato" reso pubblico dalla confessione televisiva ha fatto il giro della Rete, dove sono numerosi i commenti di dissenso e disapprovazione. La ragazza spiega di essere andata in tv «per dimostrare che potevo e che sono cambiata». I messaggi nei forum online sono tutt’altro che incoraggianti. C'è chi definisce Cheryl una "stupid young woman" una "stupida ragazza" che dopo i «5 minuti di celebrità su un programma tv trash, ora si sorprende delle conseguenze».

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categoria:sesso, sexy, sex
lunedì, 21 gennaio 2008

La seduta peggiore dall'11 settembre 2001.

In Asia al tappeto Tokyo e Mumbai

Lunedì nero in Borsa, l'Europa precipita

La paura della recessione provoca un terremoto.

Sui listini europei bruciati 437 miliardi.

Mibtel a -4,85%

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lunedì, 21 gennaio 2008

 

In Giappone un libro scritto al cellulare

è diventato un best seller

Rin, 21 anni, ha realizzato il suo romanzo facendo

la pendolare tra un sobborgo e il centro di Tokyo

 

 

WASHINGTON – Un nuovo genere letterario spopola in Giappone: il romanzo scritto al cellulare nel corso di settimane, o mesi o anni, e diffuso anche con i computer. Questi romanzi non sono solo letti al telefonino o su internet da milioni di giovani: se stampati, spesso diventano dei best seller. L’anno scorso il Giappone ha registrato il loro “boom”: cinque dei dieci best seller, tra cui i primi tre, sono stati romanzi del cellulare. Di più: il numero uno, “Love sky”, Il cielo dell’amore, scritto da una ragazza, Mika, ha già ispirato un film di cassetta.

 

"IF YOU" HA VENDUTO OLTRE 400MILA COPIE - Il New York Times ha intervistato una delle scrittrici, Rin, di 21 anni (pare che al telefonino si firmi solo con il proprio nome e non anche con il cognome), il cui romanzo, “If you”, Se tu, figura quinto nella classifica dei best seller giapponesi con oltre 400 mila copie vendute. Nel 2006, quando scrisse il libro al cellulare, Rin studiava e lavorava insieme, facendo la pendolare tra un sobborgo e il centro di Tokyo. Ha spiegato che trasmetteva i capitoli a un popolare sito internet riscuotendo un notevole successo. Rin finì il romanzo in sei mesi e un editore, Tohan, lo pubblicò subito. In prevalenza, gli autori sono dei giovani, anzi ragazze mosse non dal desiderio di scrivere ma di comunicare, a cui a forza di e mail viene però voglia di sperimentare con il romanzo. Non sono mai pagate per il loro lavoro, lo saranno se il libro verrà poi pubblicato.

 

I LETTORI - Allo stesso modo, il loro non è un pubblico di normali lettori, ma di fan dei fumetti, dei videogame, del cinema. Tuttavia dal 2000, quando nacque la moda dei romanzi dei cellulari, è stata una rivoluzione per il mondo dell’editoria giapponese. Se oggi si vendono più libri in Giappone, è grazie a loro. Sulle qualità letterarie del nuovo filone è polemica. Come ammette Rin, che non si capacita ancora di avere fatto un best seller, al telefonino si possono scrivere solo frasi brevi, puntando sul dialogo e sulle emozioni con un linguaggio elementare, si creano cioè degli sceneggiati o telenovelas. Ma il passaggio alla carta stampata, sostiene Rin, comporta un minimo di ritocchi. Il professore Chiaki Ishihara della Università Waseda lo conferma: «Non di rado, sono gli scrittori tradizionali a doversi adattare allo stile dei cellulari. I loro editori ne fanno passare i libri al vaglio dei telefonini prima di pubblicarli». E’ il caso di Mika Nato, che sta scrivendo un romanzo al computer e lo modifica trascrivendolo al cellulare. Mika confessa che la sua estrazione letteraria la ostacola. Ma aggiunge che il divario con i romanzieri del telefonini si sta riducendo: «A mano a mano che i loro libri vengono stampati, il loro linguaggio si arricchisce».

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sabato, 19 gennaio 2008

Il libro «le confessioni di Laura D» sono già un caso editoriale

Studentessa e squillo, scandalo in Francia

La mattina studentessa modello, la sera lucciola sensuale. Una 19enne sconvolge i «benpensanti» transalpini

 
PARIGI - La mattina è una diligente studentessa che segue lezioni universitarie. La sera, invece, si trasforma in una sensuale prostituta che vende il suo corpo per pagarsi gli studi. E' Laura D, protagonista del romanzo-confessione Mes Chères Études («I miei cari studi»), scritto da una diciannovenne francese. Uscito da qualche giorno nelle librerie transalpine, il libro sta letteralmente scandalizzando la Francia benpensante: la giovane autrice, senza peli sulla lingua, narra la sua esperienza di ragazza costretta a prostituirsi per pagare le salate tasse universitarie.

LA SVOLTA - Nel romanzo Laura racconta di essere iscritta al secondo anno della facoltà di lingue straniere e grazie alle numerose occasioni offerte da Internet decide d'intraprendere per un breve periodo la carriera di prostituta. In passato ha tentato di fare lavori part-time, ma la mancanza di tempo e la misera paga l'hanno fatta tornare sui suoi passi. Laura come tanti studenti appartiene a quel ceto sociale «non abbastanza povero per ricevere dallo Stato gli aiuti universitari». Suo padre è un semplice operaio e sua madre è un'infermiera: essi hanno altri due figli piccoli e possono sostenere solo in parte le esigenze economiche della figlia.

SEGRETI E TABU’ - In un'intervista al Times di Londra Laura dichiara di essere sconcertata dalle dichiarazioni di alcune associazioni che difendono i diritti delle prostitute le quali asseriscono che la prostituzione studentesca è un fenomeno che esiste solo nella fantasia dei media: «C'è un numero incredibile di ragazze che come me continuano a prostituirsi ma non ne parlano nemmeno con i loro amici più fidati», racconta Laura. «Tutto rimane un segreto e un tabù. E' davvero semplice essere trascinati nel mondo della prostituzione. Purtroppo ci sono tante studentesse che non riescono più a uscirne».

40 MILA STUDENTESSE-SQUILLO - Le cifre parlano chiaro. Secondo un recente studio condotto dal sindacato studentesco francese «SUD-Etudiant» sono circa 40.000 le ragazze transalpine che per pagarsi gli studi si prostituiscono. La stragrande maggioranza usa internet per trovare i clienti. «Basta navigare un pò in rete e si scoprirà quanti avvisi di massaggiatrici e accompagnatrici ci sono», taglia corto Laura. L’autrice del libro afferma che la sua prima esperienza da prostituta è avvenuta in una camera d'albergo e per essere soltanto guardata da un cliente cinquantenne, quella volta, riuscì a racimolare 250 euro. Più tardi il suo «onorario» raggiunSe i 400 euro, ma dopo quasi un anno decide di porre fine alla sua carriera di lucciola: «Non riuscivo a dormire. Mi giravo e mi rigiravo nel letto con delle immagini orribili che passavano davanti ai miei occhi».

CAMERIERA - Adesso Laura è tornata alla vita ordinaria: lavora in un ristorante di Parigi e spera che prima o poi le ferite presenti nella sua anima si rimarginino: «Adesso è diventato problematico costruire un rapporto normale con i ragazzi. E'davvero difficile ritrovare se stessi dopo un’esperienza del genere».

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sabato, 19 gennaio 2008

Il caso in Brianza. Il Gup ha chiesto il rinvio a giudizio per i due fratelli

Un padre cedeva per denaro i due figli
al fratello consentodogli abusi sessuali

Il padre dei due ragazzini, un maschio e una femmina, è latitante mentre lo zio è finito in carcere

COMO - Un padre «vendeva» i suoi figli al fratello concedendogli di abusarne in cambio di denaro: il gup di Como ha rinviato a giudizio due fratelli residenti in Brianza. Il genitore è accusato di sfruttamento della prostituzione dei propri figli, da quando essi avevano cinque anni. Il caso è scoppiato all'inizio dello scorso anno quando a scuola i due ragazzini, un maschio e una femmina, hanno iniziato a mostrare comportamenti disinvolti in materia di sesso.

L'ALLARME DELLE INSEGNANTI - Le insegnanti hanno segnalato i loro sospetti alla procura e hanno avvisato la madre che non si era accorta di nulla. Al termine delle indagini sono state emesse due ordinanze di custodia cautelare: in carcere è finito lo zio accusato di violenza sessuale, da allora il padre dei due bambini è latitante. Durante l'udienza preliminare entrambi gli imputati si sono protestati innocenti attraverso le memorie dei loro avvocati, ma il giudice Pietro Martinelli li ha rinviati a giudizio davanti al tribunale.


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categoria:pedofilia