sabato, 19 gennaio 2008

Il caso in Brianza. Il Gup ha chiesto il rinvio a giudizio per i due fratelli

Un padre cedeva per denaro i due figli
al fratello consentodogli abusi sessuali

Il padre dei due ragazzini, un maschio e una femmina, è latitante mentre lo zio è finito in carcere

COMO - Un padre «vendeva» i suoi figli al fratello concedendogli di abusarne in cambio di denaro: il gup di Como ha rinviato a giudizio due fratelli residenti in Brianza. Il genitore è accusato di sfruttamento della prostituzione dei propri figli, da quando essi avevano cinque anni. Il caso è scoppiato all'inizio dello scorso anno quando a scuola i due ragazzini, un maschio e una femmina, hanno iniziato a mostrare comportamenti disinvolti in materia di sesso.

L'ALLARME DELLE INSEGNANTI - Le insegnanti hanno segnalato i loro sospetti alla procura e hanno avvisato la madre che non si era accorta di nulla. Al termine delle indagini sono state emesse due ordinanze di custodia cautelare: in carcere è finito lo zio accusato di violenza sessuale, da allora il padre dei due bambini è latitante. Durante l'udienza preliminare entrambi gli imputati si sono protestati innocenti attraverso le memorie dei loro avvocati, ma il giudice Pietro Martinelli li ha rinviati a giudizio davanti al tribunale.


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lunedì, 24 dicembre 2007

LE ACCUSE: «HANNO Scaricato o posseduto materiale porno con bambini»

Pedofilia in Germania, 12mila indagati

Max-inchiesta avviata in tutto il Paese in seguito alla denuncia di un provider di Berlino

BERLINO - La più grande retata mai compiuta contro una rete di pedofili ramificata in tutto il mondo è in atto in Germania. Peter Vogt, procuratore di Halle, nel land orientale della Sassonia-Anhalt, ha confermato all'emittente televisiva pubblica «Mdr» che nel mirino delle autorità ci sono oltre 12 mila pedofili, accusati di aver «scaricato o posseduto materiale pornografico con bambini». Le autorità tedesche hanno già effettuato numerosi sequestri di materiale pedopornografico, mentre altre perquisizioni sono ancora in corso o in attesa di essere eseguite. L'azione condotta dalle autorità tedesche contro i pedofili attivi su internet porta il nome in codice di «Himmel», cielo.

INDAGINI - Le indagini sono in corso da mesi e riguardano 70 Paesi. Solo in Sassonia-Anhalt gli inquirenti hanno scoperto 300 pedofili, mentre 1700 sono le denunce scattate nel Baden-Wuerttemberg. Nei mesi scorsi a cadere nella rete degli inquirenti era stato Reinhard Rumprecht, borgomastro di Merseburg, nella Sassonia-Anhalt, che aveva rassegnato le dimissioni dopo essere stato condannato a 8mila euro di multa per possesso di materiale pedopornografico. A permettere di scoprire la vastissima rete di pedofili è stato un provider di internet, che ha segnalato alle autorità un enorme traffico di dati informatici


24 dicembre 2007

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mercoledì, 31 ottobre 2007

È successo a Palermo

Pedofilo arrestato grazie al suo psichiatra

Nel 2006, un giovane abusò delle sue nipotine e raccontò tutto al neuropsichiatra. Ora è ai domiciliari

PALERMO - Arrestato grazie alla testimonianza del suo psichiatra. Un giovane palermitano di 23 anni è finito in manette dopo aver confessato al suo medico di aver abusato di quattro bambine, le sue nipoti. I fatti risalgono alla fine del 2006. Un neuropsichiatra si reca presso la Polizia giudiziaria di Palermo per denunciare quanto confessato, durante una seduta, dal suo giovane paziente pedofilo. Il pm Rita Fulantelli avvia subito l'inchiesta ascoltando i genitori delle quattro bimbe di 3, 6, 7 e 8 anni, che coincidono esattamente con la confessione del ragazzo. Dopo un anno la polizia ha notificato al giovane un'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari. Sconterà gli arresti presso una casa di cura. Ad emettere il provvedimento restrittivo il gip del Tribunale di Palermo, Silvana Saguto su richiesta del pm, Rita Fulantelli.

FESTA TRAGICA - In particolare la bimba di tre anni ha raccontato, prima ai genitori e poi agli agenti, di essere stata molestata il giorno di Santo Stefano, nella propria abitazione dove la famiglia si era riunita. I genitori ascoltati dagli investigatori hanno confermato il racconto delle figlie.

SEGRETO PROFESSIONALE - Sulla vicenda prende posizione la Società italiana di psichiatria, precisando che in merito al segreto professionale, lo psichiatra, come il medico, è tenuto a rispettarlo anche se in situazioni particolari (e in cui si può venire a delineare un pericolo per terzi) sono configurabili delle eccezioni, che lo specialista dovrà naturalmente successivamente giustificare. «Quando cioè ci si trova dinanzi ad un paziente che confessa dei reati, come la pedofilia, l'atteggiamento dello psichiatra è quello di tentare di convincere il soggetto ad ammettere il reato commesso - spiega il presidente della Società italiana di psichiatria, Carmine Munizza - offrendosi magari come "tramite" per denunciare il reato stesso. Si tenta, cioè, di far acquistare al soggetto la consapevolezza della gravità di ciò che ha fatto». Ma quando ciò non è possibile, afferma Munizza, allora «la valutazione resta quella, personale, del professionista. Si tratta cioè di valutare se la confessione del paziente rappresenta o configura una situazione di pericolo immediato o molto probabile per soggetti terzi; in quest'ultimo caso, lo psichiatra può valutare e decidere di segnalare il caso, fermo restando che si assume la responsabilità del proprio atto, che andrà giustificato».

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mercoledì, 31 ottobre 2007

È successo a Palermo

Pedofilo arrestato grazie al suo psichiatra

Nel 2006, un giovane abusò delle sue nipotine e raccontò tutto al neuropsichiatra. Ora è ai domiciliari

PALERMO - Arrestato grazie alla testimonianza del suo psichiatra. Un giovane palermitano di 23 anni è finito in manette dopo aver confessato al suo medico di aver abusato di quattro bambine, le sue nipoti. I fatti risalgono alla fine del 2006. Un neuropsichiatra si reca presso la Polizia giudiziaria di Palermo per denunciare quanto confessato, durante una seduta, dal suo giovane paziente pedofilo. Il pm Rita Fulantelli avvia subito l'inchiesta ascoltando i genitori delle quattro bimbe di 3, 6, 7 e 8 anni, che coincidono esattamente con la confessione del ragazzo. Dopo un anno la polizia ha notificato al giovane un'ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari. Sconterà gli arresti presso una casa di cura. Ad emettere il provvedimento restrittivo il gip del Tribunale di Palermo, Silvana Saguto su richiesta del pm, Rita Fulantelli.

FESTA TRAGICA - In particolare la bimba di tre anni ha raccontato, prima ai genitori e poi agli agenti, di essere stata molestata il giorno di Santo Stefano, nella propria abitazione dove la famiglia si era riunita. I genitori ascoltati dagli investigatori hanno confermato il racconto delle figlie.

SEGRETO PROFESSIONALE - Sulla vicenda prende posizione la Società italiana di psichiatria, precisando che in merito al segreto professionale, lo psichiatra, come il medico, è tenuto a rispettarlo anche se in situazioni particolari (e in cui si può venire a delineare un pericolo per terzi) sono configurabili delle eccezioni, che lo specialista dovrà naturalmente successivamente giustificare. «Quando cioè ci si trova dinanzi ad un paziente che confessa dei reati, come la pedofilia, l'atteggiamento dello psichiatra è quello di tentare di convincere il soggetto ad ammettere il reato commesso - spiega il presidente della Società italiana di psichiatria, Carmine Munizza - offrendosi magari come "tramite" per denunciare il reato stesso. Si tenta, cioè, di far acquistare al soggetto la consapevolezza della gravità di ciò che ha fatto». Ma quando ciò non è possibile, afferma Munizza, allora «la valutazione resta quella, personale, del professionista. Si tratta cioè di valutare se la confessione del paziente rappresenta o configura una situazione di pericolo immediato o molto probabile per soggetti terzi; in quest'ultimo caso, lo psichiatra può valutare e decidere di segnalare il caso, fermo restando che si assume la responsabilità del proprio atto, che andrà giustificato».

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